Cassazione Penale, Sentenza n. 38622/2022 del 13/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di riesame contro il decreto di perquisizione e sequestro emesso dal P.M. nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere e contraffazione di marchi. Sono stati sequestrati centinaia di articoli di pelletteria, etichette e confezioni. Il ricorrente deduce violazione di legge, mancata assunzione di prova decisiva e vizi di motivazione, sostenendo che il provvedimento fosse meramente esplorativo, che mancasse il fumus del reato e che l'ipotesi di provenienza dai sovraproduzioni (overrun) non integri il reato di cui all'art. 473 c.p.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che l'ordinanza del Tribunale era carente nella motivazione circa il fumus dei reati contestati, non spiegando perché il compendio probatorio ne dimostrasse l'esistenza. Inoltre ha evidenziato l'assenza di chiarimento se il fatto contestato fosse contraffazione (artt. 473-474 c.p.) o usurpazione/violazione del diritto di privativa (art. 517-ter c.p.), distinzioni che comportano diverse qualificazioni giuridiche. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Firenze per un nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 473 c.p.
Per gli artt. 473 e 474 c.p. (contraffazione/alterazione di marchi) è richiesta una materiale contraffazione o alterazione del segno distintivo che sia idonea a ingenerare confusione nei consumatori e a ledere la fede pubblica; non si tratta della semplice violazione del titolo di privativa.
art. 474 c.p.
Affianca l'art. 473 nella tutela della fede pubblica contro la circolazione di marchi contraffatti o alterati; richiede elementi idonei a provare la capacità di ingenerare confusione.
art. 517-ter c.p.
Tutela il patrimonio del titolare della proprietà industriale: ricorre sia per prodotti realizzati in imitazione dei protetti sia per fabbricazione, utilizzo e vendita di prodotti "originali" da parte di chi non ne è titolare (es. produzione da parte di terzi non autorizzati, compresa l'ipotesi di overrun).
Massime di principio
- Il giudice del riesame deve motivare chiaramente il fumus del reato: non è sufficiente richiamare la pertinenza dei beni; occorre spiegare come gli elementi probatori indichino la specifica fattispecie penalmente rilevante.
- È fondamentale distinguere tra contraffazione del marchio (artt. 473-474 c.p.), che richiede alterazione/contraffazione idonea a ingenerare confusione, e violazioni della privativa o produzione non autorizzata (art. 517-ter c.p.), che possono ricorrere anche per prodotti autentici fabbricati o venduti da soggetti non titolari.
- L'ipotesi di 'overrun' (sovrapproduzione da parte di licenziatari) può giustificare l'iniziativa cautelare ai fini della tutela del titolare, ma comporta una qualificazione giuridica diversa e va documentata con elementi probatori idonei (fatture, contratti di licenza, flussi produttivi, dati di controllo qualità).
- Per resistere o ottenere l'annullamento di un sequestro è utile produrre o richiedere prove sulla provenienza della merce (documentazione commerciale, dichiarazioni dei licenziatari, controllo seriali/marchi), e valutazioni tecniche circa l'eventuale capacità dei segni di ingenerare confusione nei consumatori.
- In assenza di adeguata motivazione sul fumus e sulla qualificazione giuridica del fatto, il provvedimento di riesame è vulnerabile e il ricorso può ottenere l'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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