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Sentenza

Sentenza del 29/08/2017 n. 2446 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria

Avviso accertamento - Nullità - Mancanza potere dirigenziale delegato e/o del delegato - Eccezione sollevata in appello - Ammissibilità - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'eccezione è stata dichiarata inammissibile perché la nullità dell'avviso di accertamento deve essere fatta valere tempestivamente nel giudizio di primo grado, entro il termine decadenziale previsto per l'impugnazione dell'atto. Non essendo stata proposta nel ricorso introduttivo, la pretesa tributaria si è consolidata definitivamente e il contribuente non ha potuto introdurre per la prima volta tale contestazione in appello.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato la validità dell'avviso di accertamento sostenendo che mancasse il potere dirigenziale delegato e/o che il soggetto delegato fosse privo dei necessari poteri. Tuttavia, tale eccezione di nullità non era stata proposta nel ricorso introduttivo di primo grado, ma soltanto in appello.

Norme richiamate

  • Art. 21 del decreto legislativo n. 546 del 1992

    L'atto tributario deve essere impugnato entro il termine decadenziale previsto. Le contestazioni relative alla sua validità, comprese quelle concernenti la nullità per carenza del potere dirigenziale o della delega, devono essere formulate nel ricorso introduttivo e non possono essere proposte per la prima volta in appello.

Massime di principio

  • Le eccezioni relative alla nullità o all'illegittimità dell'avviso di accertamento devono essere indicate già nel ricorso di primo grado, insieme agli altri motivi di impugnazione.
  • La proposizione per la prima volta in appello di un vizio dell'atto tributario è normalmente inammissibile quando comporta una nuova contestazione non sottoposta al giudice di primo grado.
  • È necessario verificare tempestivamente tutti i possibili vizi dell'avviso, inclusi quelli relativi alla competenza del firmatario, all'esistenza della delega e ai poteri dirigenziali.
  • Il mancato rispetto del termine di impugnazione può determinare il consolidamento definitivo della pretesa tributaria, impedendo successive contestazioni sul merito o sulla validità dell'atto.

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