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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33204/2024 del 27/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il decreto di sequestro probatorio relativo a un assegno circolare da 150.000,00 euro intestato al Laricchiuta, adottato nell'ambito di un procedimento per il reato in concorso previsto dall'art. 110 c.p. e dall'art. 166 d.lgs. n.58/1998, per attività di investimento in criptovalute senza abilitazione tramite la societa' "New Financial Technology LTD" poi "NFT Digital Trust KB". Il ricorrente ha dedotto: 1) vizio di motivazione perché il tribunale del riesame avrebbe attribuito al Laricchiuta la qualità di agente della "NFT Digital Trust KB" quando egli sarebbe invece un semplice investitore, senza spiegare il nesso fra i bonifici ricevuti e la condotta illecita; l'assegno, secondo il ricorrente, sarebbe una garanzia dell'investimento e non rilevante per il reato; 2) vizio di motivazione circa la pertinenza e finalità probatorie dell'assegno sequestrato, che secondo il ricorrente serve a dimostrare che egli, come altri, sia stato truffato dalla "NFT Digital Trust KB" e non che abbia partecipato all'attività illecita.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti attaccassero in sostanza il percorso motivazionale del giudice del riesame (censurando vizi di motivazione, contraddittorietà o valutazioni di fatto), questioni non sindacabili in Cassazione se non come violazione di legge o motivazione radicalmente carente. Il tribunale del riesame aveva fornito una motivazione articolata, congrua con la giurisprudenza relativa al controllo del fumus commissi delicti e alla pertinenza del sequestro probatorio, pertanto non era ravvisabile un vizio idoneo a rendere l'ordinanza illogica o incomprensibile. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000,00 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • artt. 322 e 324 c.p.p.

    Indicano la competenza e la procedura per il riesame del decreto di sequestro probatorio; richiamate come fondamento dell'intervento del tribunale del riesame.

  • art. 110 c.p.

    Configurazione del concorso di persone nel reato ipotizzato nei confronti degli indagati.

  • art. 166 d.lgs. n.58/1998

    art. 166 d.lgs. n.58/1998

    Riferimento alla normativa che sanziona l'attività di investimento svolta senza le necessarie abilitazioni amministrative (illecito in materia finanziaria).

  • art. 606, co. 1, lett. e) c.p.p.

    art. 606, co. 1, lett. e) c.p.p.

    Limita il sindacato in Cassazione sulle ordinanze di sequestro ai casi di violazione di legge o a vizi motivazionali talmente gravi da rendere la motivazione incomprensibile; i meri apprezzamenti di fatto o la diversa valutazione della prova non sono scrutinabili.

  • art. 616 c.p.p.

    Predisposizione della sanzione pecuniaria e della condanna alle spese per il ricorrente in caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile.

Massime di principio

  • In sede di riesame del sequestro probatorio il giudice valuta il fumus commissi delicti in senso astratto e la pertinenza degli elementi rispetto all'acquisizione di prove non altrimenti reperibili; non decide sul merito definitivo della responsabilità.
  • In Cassazione contro ordinanze di sequestro è ammissibile la censura solo per violazioni di legge o per vizi motivazionali radicali che rendano incomprensibile il provvedimento; i reclami che si limitano a una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro probatorio conviene dimostrare specifiche violazioni procedurali o l'assenza totale di motivazione probatoria, non soltanto sostenere una diversa interpretazione fattuale dei dati.
  • La pertinenza dell'oggetto sequestrato deve essere collegata alla finalità probatoria del procedimento: se si contesta la pertinenza, è utile produrre documentazione che chiarisca la funzione dell'elemento (es. contratti, attestazioni bancarie) per dimostrare l'assenza di nesso con il reato.
  • Se un ricorso appare manifestamente inammissibile il ricorrente può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche a sanzioni in favore della cassa delle ammende; valutare il rischio economico prima di proporre impugnazioni infondate.
  • Quando si è parte coinvolta in schemi finanziari complessi (es. investitore vs agente), è importante fornire prova chiara del proprio ruolo e della natura delle transazioni (distinguere investimenti legittimi da flussi riconducibili all'attività dell'organizzazione indebitamente), poiché la mera contestazione verbale del ruolo difficilmente è sufficiente in sede di impugnazione cautelare.

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