Cassazione Penale, Sentenza n. 15013/2026 del 27/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di conferma del sequestro preventivo per equivalente (art. 74 co. 7-bis dPR n. 309/1990) relativo alla somma di euro 60.100,00 rinvenuta presso l'abitazione dell'indagata. La ricorrente deduceva violazione di legge (artt. 125 e 321 cod. proc. pen.), vizio di motivazione e violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza (art. 1 Prot. 1 CEDU), sostenendo che la documentazione prodotta dimostrava la lecita provenienza della somma (regali di nozze, mutuo, risparmi) e che il sequestro avrebbe dovuto essere limitato alla somma indicata in una specifica captazione (circa 15.000 euro). Sollevava inoltre la necessità che il giudice valorizzasse fumus e periculum, richiamando la giurisprudenza di legittimità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale del riesame contenesse una motivazione piena e coerente sia sul fumus che sul periculum, valorizzando la natura eminentemente recuperatoria del sequestro per equivalente ai sensi dell'art. 74 co. 7-bis DPR 309/1990. La Corte ha confermato che, quando emergono elementi tali da ricondurre la provvista al profitto dell'attività delittuosa (in particolare captazioni e il ruolo della ricorrente come custode dei proventi del fratello), la prospettazione di una fonte ulteriore lecita non è, di per sé, idonea a escludere il sequestro per equivalente. Il Tribunale aveva inoltre motivato la quantificazione e la proporzione tra la somma sequestrata e il profitto attribuito all'organizzazione, richiamando specifiche captazioni. Per questi motivi la Corte ha ritenuto infondate le censure e ha condannato la ricorrente alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., disponendo altresì il versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 74 dPR n. 309/1990 (co. 7-bis)
Autorizza il sequestro preventivo per equivalente del profitto dell'attività illecita. La Corte sottolinea la natura eminentemente recuperatoria del sequestro per equivalente, per cui la mera prospettazione di una fonte lecita ulteriore non è risolutiva se sussistono elementi che collegano la provvista al profitto del reato.
art. 73 dPR n. 309/1990
Norma sostanziale in materia di stupefacenti richiamata come riferimento per i reati contestati; imposta il quadro normativo dell'illecito da cui derivano i profitti sequestrati.
art. 81, comma (codice penale)
Richiamato in relazione alla responsabilità e alla partecipazione al reato (concorso).
art. 125 cod. proc. pen.
Norma invocata dalla ricorrente in ordine ai vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione fosse adeguata e coerente, escludendo la violazione contestata.
art. 321 cod. proc. pen.
Richiamato quale parametro di legittimità sui provvedimenti cautelari; la Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata rispetti i requisiti di motivazione richiesti.
art. 292 cod. proc. pen.
Citato dalla ricorrente (disposizione relativa al sequestro probatorio) per evidenziare assenza di analoga norma nel sequestro preventivo; la Corte osserva comunque che, secondo la giurisprudenza, anche nel sequestro per equivalente devono emergere fumus e periculum e che tali elementi sono stati valutati dal Tribunale.
art. 1 Protocollo 1 CEDU
Richiamato come principio di proporzionalità e adeguatezza nella limitazione dei diritti patrimoniali; la Corte ha valutato il principio e ritenuto proporzionato il sequestro alla luce delle captazioni e del ruolo della ricorrente.
Sezioni Unite, sentenza Massini (richiamata)
La giurisprudenza delle Sezioni Unite è interpretata nel senso che il sequestro per equivalente ha natura recuperatoria e che la contestazione di una fonte lecita ulteriore non annulla automaticamente la possibilità di sequestrare il profitto presunto del reato.
Sezione 2, n. 49739 del 10/10/2023 (Mannolo)
Principio richiamato per definire la nozione di 'violazione di legge' ammessa in cassazione contro provvedimenti cautelari reali: comprendere errori in iudicando/procedendo e vizi motivazionali radicali che rendono l'apparato argomentativo incomprensibile o privo dei requisiti minimi.
Sentenza Sezioni Unite Ellade (richiamata)
Richiamata in tema di necessità che il giudice evidenzi la presenza di fumus e periculum per i provvedimenti cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia rispettato tali indicazioni.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede l'onere delle spese di giudizio per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte per la condanna alle spese.
Corte Costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata con riferimento alla disciplina del versamento alla Cassa delle ammende; la Corte ha disposto un versamento equitativo di euro 3.000,00 non ritenendo però la presentazione del ricorso dolosa o gravemente colposa.
Massime di principio
- Nel sequestro per equivalente (art. 74 co. 7-bis DPR 309/1990) la finalità è recuperatoria: se emergono elementi che collegano una somma al profitto del reato, la mera allegazione di una fonte lecita alternativa non è sufficiente a escludere il sequestro.
- Il giudice deve motivare adeguatamente su fumus e periculum anche nei sequestri per equivalente; la motivazione è decisiva e, se coerente e completa, rende inammissibili i ricorsi per cassazione fondati su censure generiche.
- Le captazioni e gli elementi indiziari circa il ruolo del detentore del denaro (es. funzione di custode dei proventi di terzi) possono giustificare il sequestro dell'intera somma e non solo di una quota minima indicata in singole conversazioni.
- In cassazione avverso provvedimenti cautelari reali l'ammissione è limitata a violazioni di legge o a vizi motivazionali radicali; censure di merito o valutazioni discrezionali ben motivate dal giudice del riesame sono difficili da ribaltare.
- Chi propone ricorso infondato rischia di essere condannato alle spese e, in presenza di determinati presupposti, a un versamento alla Cassa delle ammende; quindi valutare attentamente la sussistenza di vizi giuridici rilevanti prima di ricorrere.
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