Cassazione Penale, Sentenza n. 37034/2023 del 08/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per furto aggravato sostenendo: (1) la procedibilità del reato è divenuta a querela a seguito del d. lgs. n.150/2022 (Riforma Cartabia) e la denuncia presentata dalla persona offesa non avrebbe i requisiti della querela, con conseguente improcedibilità per difetto di querela; (2) vizio di motivazione e insufficienza probatoria in quanto la condanna si fonderebbe su un unico riconoscimento fotografico e non è stata possibile la ricognizione di persona, più volte richiesta dalla difesa e poi impedita dal decesso della persona offesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha applicato il principio di successione delle leggi nel tempo (art. 2 c.p.) e la normativa della Riforma Cartabia (d.lgs. n.150/2022) che ha reso il delitto di furto aggravato in massima parte procedibile a querela. Poiché mancava la querela valida, l'azione penale non poteva proseguire. Il secondo motivo è stato assorbito. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per difetto di querela e l'azione penale è stata estinta nella presente fase.
Norme richiamate
Decreto Legislativo n.150/2022 (Riforma Cartabia), art.2 primo comma lett.1)
"Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis)."
La Cassazione ha interpretato la norma nella sua portata di trasformare, per la maggior parte dei casi di furto aggravato, la procedibilità in querela, con le eccezioni tassative previste dal testo (capacità della persona offesa o specifiche circostanze aggravanti).
Art. 2 codice penale (successione delle leggi nel tempo)
Applicazione del principio della legge più favorevole al reo: essendo la nuova disciplina mista (sostanziale e processuale) e più favorevole, deve essere applicata anche al regime di procedibilità, con conseguente prevalenza della nuova procedibilità a querela rispetto alla precedente procedibilità d'ufficio.
Art. 624 e art. 625 codice penale
Riferimento alle fattispecie di furto (art.624) e alle aggravanti (art.625). La decisione considera che, salvo le eccezioni indicate dal d.lgs. 150/2022, l'aggravazione contenuta in art.625 non esclude il regime di querela introdotto dalla riforma.
Massime di principio
- Quando una norma successiva modifica il regime di procedibilità (da d'ufficio a querela), va applicata la legge più favorevole al reo ai sensi dell'art.2 c.p.; ciò riguarda anche la qualificazione procedurale del reato.
- Se il reato è divenuto procedibile a querela per effetto di una modifica legislativa intervenuta dopo il fatto ma prima della decisione, l'assenza di una querela valida è motivo di improcedibilità e comporta l'estinzione dell'azione penale nella fase in cui si pronunci la Cassazione.
- Le eccezioni alla procedibilità a querela previste dalla norma (es. persona offesa incapace per età o infermità, o specifiche circostanze aggravanti indicate nel testo) devono essere verificate concretamente: in loro presenza può comunque procedersi d'ufficio.
- Questioni di prova (es. affidarsi a un unico riconoscimento fotografico) possono essere rilevanti ma restano assorbite se sussiste un vizio procedurale fondamentale come la mancanza della querela; tuttavia la difesa dovrebbe sollevare e documentare entrambe le criticità.
- Per i difensori: verificare tempestivamente la forma e i requisiti della denuncia/querela della persona offesa quando la fattispecie ricade in reati la cui procedibilità è stata recentemente modificata; richiedere ricognizioni e misure probatorie senza indugio, poiché eventi successivi (es. decesso della persona offesa) possono compromettere le prove.
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