Cassazione Penale, Sentenza n. 5572/2022 del 17/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli del 17/03/2021 che aveva revocato l'ordine di demolizione disposto dalla sentenza della Pretura di Napoli n. 8557/1997. Il PM denunciava che il provvedimento impugnato ignorava precedenti decisioni: il Giudice dell'esecuzione Carlo Bardari aveva dichiarato l'illegittimità della determinazione dirigenziale n. 32321/2013 (condono) per violazione dei limiti volumetrici e temporali, decisione sulla quale la Corte di cassazione con sentenza n. 6336/02.12.2020 aveva dichiarato inammissibile il ricorso; invece un altro procedimento (RESA 61/98) aveva visto il Giudice Valeria Bove revocare l'ordine di demolizione in virtù della stessa determinazione dirigenziale. La difesa deduceva l'applicabilità delle sanatorie n. 9404/95 e 9495/95 e produceva una dichiarazione comunale favorevole all'applicabilità della determinazione 32321/2013.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli affinché il Giudice dell'esecuzione riesamini con puntiglio i profili di fatto e di diritto, tenendo conto del precedente del Giudice Bardari (che aveva dichiarato l'illegittimità della determinazione 32321/2013) e della sentenza n. 6336/2020, verificando altresì l'esistenza di eventuali preclusioni processuali e l'effettiva applicabilità della disposizione dirigenziale al caso concreto.
Norme richiamate
determinazione dirigenziale n. 32321/2013
presente nel testo come atto amministrativo invocato per il condono
Il Giudice dell'esecuzione Carlo Bardari l'aveva dichiarata illegittima per violazione dei limiti volumetrici e temporali; la Corte invita il giudice di rinvio a valutare puntualmente se e come quella determinazione possa essere applicata nel caso concreto
sentenza della Pretura di Napoli n. 8557/1997
conteneva l'ordine di demolizione delle opere edilizie
È il provvedimento esecutivo originario che aveva imposto la demolizione, poi oggetto di revoca da parte dell'ordinanza impugnata
sentenze di condanna relative all'immobile (18/11/1994; 21/11/1997; 04/05/1998)
date e irrevocabilità indicate nel testo (irrevocabili rispettivamente il 28/12/1994, 09/01/1998, 25/06/1998)
Esistono più sentenze di condanna irrevocabili in capo a soggetti relativi allo stesso immobile: ciò rileva ai fini dell'analisi della fondatezza dell'ordine di demolizione e delle questioni di cosa giudicata e di eventuali conflitti tra provvedimenti
sentenza della Corte di cassazione n. 6336/02.12.2020
menzionata come pronuncia che ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso l'ordinanza di Bardari
La Corte di cassazione aveva già trattato la controversia con riferimento all'ordinanza che dichiarava l'illegittimità della determinazione 32321/2013 e aveva respinto il ricorso: quella decisione costituisce elemento che il giudice di merito non poteva ignorare
sanatorie n. 9404/95 e 9495/95
invocate dalla difesa come titolo sanante
La difesa le ha proposte per giustificare la regolarità delle opere; la Corte rimanda al giudice di merito l'accertamento della loro effettiva applicabilità e compatibilità con i limiti normativi
procedure esecutive RESA 413/98 e 61/98
indicate nel testo come procedimenti riguardanti l'ingiunzione a demolire
Rappresentano procedimenti di esecuzione aventi esiti diversi (in uno l'illegittimità del condono è stata riconosciuta, nell'altro il condono è stato ritenuto applicabile): la Corte richiede che il giudice esamini e risolva tale incongruenza
Massime di principio
- Quando esistono decisioni giudiziali contrastanti sull'illegittimità o validità di un provvedimento amministrativo (es. condono), il giudice che decide su un'istanza successiva deve esaminare e motivare esplicitamente il rapporto tra i precedenti provvedimenti e le conseguenze sul caso concreto
- Una sentenza o ordinanza già oggetto di pronuncia della Corte di cassazione (anche se avente ad oggetto l'inammissibilità del ricorso) non può essere ignorata dal giudice di merito: va verificata la portata vincolante o il rilievo probatorio di quella pronuncia
- L'invocazione di sanatorie amministrative richiede verifica puntuale della loro compatibilità con limiti normativi (volumetrici, temporali) e con eventuali pronunce di illegittimità già intervenute
- In sede di esecuzione forzata e incidenti di esecuzione è obbligatorio valutare l'esistenza di preclusioni processuali e l'accuratezza dei profili di fatto prima di revocare o confermare ordini di demolizione
- Se il giudice di merito omette di considerare precedenti decisionali rilevanti o produce risultati contraddittori rispetto ad altri procedimenti, la cassazione può disporre l'annullamento con rinvio per un nuovo esame di fatto e diritto
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