Sentenza del 10/03/2023 n. 250 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado delle Marche
Sanzioni applicabili per dichiarazione infedele - la sanzione per l'omesso versamento di cui all'art. 13 non è applicabile in quanto assorbita da quella principale irrogata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di un avviso di accertamento IMU che rettificava il valore venale dell'area e irrogava sanzioni. L'appellante contestava (i) la carenza di motivazione dell'atto, (ii) la valutazione della base imponibile sulla scorta di perizie contrapposte, e (iii) l'illegittimo cumulo di sanzioni: sanzione per dichiarazione infedele (art. 5 d.lgs. 471/1997) cumulata con sanzione per omesso/parziale versamento (art. 13 d.lgs. 471/1997). Il terzo motivo sosteneva che, se il mancato versamento deriva dall'omessa indicazione dell'importo in dichiarazione, la sanzione di cui all'art. 5 assorbe quella di cui all'art. 13.
La decisione
Appello parzialmente accolto. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento e della rettifica del valore dell'area (quindi recupero dell'imposta omessa mantenuto), ritenendo fondati i periti del Comune e nei limiti infondati i rilievi tecnici della contribuente. Tuttavia ha accolto il terzo motivo: la sanzione per omesso/parziale versamento (art. 13) è stata dichiarata illegittima e non dovuta perché assorbita dalla sanzione principale per dichiarazione infedele (art. 5) quando il mancato versamento è diretta conseguenza dell'omessa/infedele indicazione in dichiarazione. Le spese di giudizio sono compensate per un terzo tra le parti; l'appellante è tenuta a pagare i restanti due terzi (euro 866,66 per il primo grado ed euro 2.400 per il secondo, oltre oneri).
Norme richiamate
d.lgs. n. 471 del 1997, art. 5
art. 5 d.lgs. n. 471/1997
Sanzione per dichiarazione infedele: punisce l'indicazione in dichiarazione di un importo inferiore a quello dovuto; copre sia la violazione formale che l'inevitabile conseguente mancato pagamento quando quest'ultimo discende dall'omessa o infedele indicazione.
d.lgs. n. 471 del 1997, art. 13
art. 13 d.lgs. n. 471/1997
Sanzione per omesso/parziale versamento: punisce il mancato pagamento alle scadenze delle somme indicate in dichiarazione (o risultanti dalla contabilità). Nel caso in cui il mancato pagamento sia diretto effetto dell'omessa/infedele dichiarazione, questa sanzione è assorbita dall'art. 5.
D.Lgs. n. 504/1992, art. 5, comma 5
art. 5, comma 5 D.Lgs. n. 504/1992
Elenca le variabili da considerare per la determinazione del valore reale delle aree (zona, indice edificabilità, destinazione d'uso, oneri, prezzi medi di mercato); utilizzato dall'amministrazione per motivare la rettifica della base imponibile.
legge n. 212 del 2000, art. 7
Esige che l'atto di accertamento specifichi il presupposto della modifica del valore dell'immobile; qui usato per valutare la sufficienza della motivazione dell'avviso.
d.lgs. n. 546/1992, artt. 58 e 32
art. 58 e art. 32 d.lgs. n. 546/1992
Regolano la produzione di documenti e perizie nel processo tributario; richiedono il rispetto dei termini (memorie/perizie entro i termini previsti) e limitano la producibilità tardiva, salvo eccezioni.
Giurisprudenza (Cass. sez. V, sent. n. 27963/2020)
Cass., sez. V, sent. n. 27963/2020
Principio citato: in ipotesi IVA l'art. 5 assorbe l'art. 13 quando il mancato versamento deriva dall'omessa indicazione in dichiarazione; principio esteso dal giudice d'appello al caso IMU/ICI.
Giurisprudenza (Cass. sez. 5, sent. n. 25709/2016)
Cass., sez. 5, sent. n. 25709/2016
Conferma i requisiti di motivazione dell'atto di accertamento ICI ai sensi dell'art. 7 della legge n. 212/2000; utilizzata per valutare la completezza della motivazione dell'avviso comunale.
Massime di principio
- Quando il mancato versamento dell'imposta è la diretta conseguenza dell'omessa o infedele indicazione dell'ammontare dovuto nella dichiarazione, la sanzione per dichiarazione infedele (art. 5 d.lgs. 471/1997) assorbe la sanzione per omesso/parziale versamento (art. 13).
- La sanzione piu' grave applicata per la dichiarazione infedele copre sia la violazione formale sia l'inevitabile mancato pagamento che ne derivi; l'amministrazione non può legittimamente cumulare con efficacia sanzionatoria l'art. 13 ove il mancato pagamento sia conseguenza dell'infedelta' dichiarativa.
- Se il mancato versamento deriva da fattispecie diversa dall'omessa/infedele indicazione (es. importo correttamente dichiarato ma non versato), allora l'art. 13 trova applicazione autonoma.
- Gli avvisi di accertamento devono contenere motivazione sufficiente (riferimenti normativi, criteri e variabili considerati per la rettifica) ai sensi dell'art. 7 L. 212/2000; motivazioni incomplete possono essere censurate ma la loro sufficienza va valutata nel concreto.
- In contenziosi su valore catastale/venale le perizie tecniche di parte e d'ufficio sono decisive: vanno prodotte nei termini processuali previsti (art. 58 e 32 d.lgs. 546/1992) e valutate nel loro complesso; metodologie diverse ma convergenti rafforzano l'accertamento.
- In caso di parziale successo dell'appello (es. annullamento solo di alcune sanzioni), il giudice può disporre compensazione parziale delle spese tra le parti.
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