Cassazione Penale, Ordinanza n. 16470/2026 del 07/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale. Il ricorso è fondato su un unico motivo: si deduce l'erronea applicazione dell'art. 367 c.p., sostenendo che la condotta consistesse nella presentazione di una mera denuncia di smarrimento della carta tachigrafica, atto che sarebbe strutturalmente inidoneo sia ad incolpare alcuno di un reato sia a determinare l'avvio di un'indagine penale. La Corte osserva tuttavia che la condotta accertata dai giudici di merito potrebbe essere diversamente qualificata ai sensi dell'art. 483 c.p.; per tale ragione non decide immediatamente sul merito del ricorso ma dispone il rinvio camerale/alla trattazione in udienza pubblica con partecipazione delle parti, secondo le forme richiamate dall'art. 611, comma 1-sexies, c.p.p.
La decisione
La Corte non definisce nel merito il ricorso, rilevando che la condotta ascritta all'imputato potrebbe integrare una diversa fattispecie, ossia quella di cui all'art. 483 c.p., e che ciò impone la celebrazione della trattazione nelle forme previste dall'art. 611, comma 1-sexies, c.p.p., con fissazione del rinvio per la discussione in udienza pubblica con partecipazione delle parti. Dal testo emerge quindi un provvedimento interlocutorio di rinvio, non una decisione definitiva di accoglimento o rigetto.
Norme richiamate
art. 367 c.p.
Norma contestata dal ricorrente; la Corte prende atto che la condotta ascritta in sentenza è stata qualificata ai sensi di tale disposizione, ma rileva che potrebbe invece ricadere in una diversa fattispecie.
art. 483 c.p.
La Corte prospetta che la condotta accertata dai giudici di merito potrebbe essere diversamente qualificata come falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
art. 611, comma 1-sexies, c.p.p.
La possibile diversa qualificazione giuridica impone l'adozione delle forme previste dalla norma, con rinvio per la trattazione del ricorso in udienza pubblica con partecipazione delle parti.
Massime di principio
- Quando il ricorso investe una qualificazione giuridica e dagli atti emerge che il fatto potrebbe essere sussunto in una fattispecie diversa da quella contestata, la Corte deve attivare le forme procedurali che garantiscono il contraddittorio sulla possibile riqualificazione.
- La mera presentazione di una denuncia o segnalazione non esclude automaticamente la configurabilità di falsità penalmente rilevante: occorre verificare in concreto il contenuto dell'atto e la sua idoneità a integrare la fattispecie astratta contestata o una diversa fattispecie.
- La prospettazione di una diversa qualificazione giuridica del fatto da parte della Corte impedisce una decisione immediata nel rito semplificato e richiede la trattazione nelle forme più garantite previste dal codice di rito.
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