Sentenza n. 1994/2026 - Milano, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento del 22 agosto 2023, notificato in pari data, prot. n. 414901 JPE n. 21815/2023 con il quale il dirigente dell’Unità Interventi Diretti Municipi 5-9 della Direzione Specialistica Attuazione diretta PGT e SUE del Comune di Milano ha diffidato la proprietà ad intraprendere le opere di cui alla Segnalazione Certificata d''Inizio Attività alternativa al Permesso di Costruire, ai sensi dell''art. 23 del d.P.R. n. 380 del 2001, presentata in data 2 agosto 2023 prot. n. 414901; di ogni altro atto preordinato, conseguente e/o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla ricorrente in prossimità dell'udienza pubblica, con la quale essa ha manifestato di non avere più interesse alla decisione. Le spese di giudizio sono state compensate, conformemente alla richiesta congiunta delle parti.
Atto impugnato: provvedimento comunale del 22 agosto 2023 di inibizione e diffida a intraprendere opere relative a una SCIA alternativa al permesso di costruire per un intervento di ristrutturazione edilizia
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Milano aveva inibito la SCIA alternativa al permesso di costruire, presentata il 2 agosto 2023 ai sensi dell'art. 23 del d.P.R. n. 380 del 2001, relativa a un intervento di ristrutturazione edilizia su un immobile sito nel territorio comunale. Il testo non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 23 d.P.R. n. 380/2001
La disposizione è indicata quale base normativa della SCIA alternativa al permesso di costruire oggetto del provvedimento comunale impugnato; il giudice non ne svolge un'interpretazione sostanziale.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente e rilevata dal giudice, determina l'improcedibilità del ricorso di annullamento.
- Quando il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse e le parti formulano una richiesta congiunta, il giudice può compensare integralmente le spese di lite.
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