Cassazione Penale, Sentenza n. 11577/2026 del 26/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per inosservanza di legge e carenza di motivazione avverso la riforma, da parte della Corte d'Appello, del trattamento sanzionatorio per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. Il ricorrente censura che la Corte si è limitata a valorizzare l'erogazione di un prestito di €250.000 alla New Plastic senza valutare la reale idoneità di quell'atto a incidere sulla garanzia patrimoniale dei creditori, omettendo di considerare elementi prodotti dalla difesa quali: la solidità finanziaria delle società coinvolte (attivo e patrimonio netto elevati per Incos nel 2003, utili rilevati), il forte legame operativo tra le imprese familiari, la provenienza del denaro dal patrimonio personale del Margarucci e il lungo intervallo temporale (12 anni) tra l'operazione e la dichiarazione di fallimento. Inoltre si contesta che la Corte abbia confuso la prevedibilità del rischio con la valutazione del dolo dell'imputato, senza spiegare perché potesse ritenersi consapevole del pericolo per i creditori.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che la sentenza impugnata non ha adeguatamente valutato gli argomenti probatori prodotti dalla difesa né ha approfondito la questione della percezione soggettiva del rischio da parte dell'imputato. Ha osservato la mancata correlazione, nella motivazione, tra le difficoltà finanziarie della New Plastic e i dati di bilancio che indicavano la solidità patrimoniale della Incos, nonché la scarsa valutazione del lungo arco temporale intercorrente tra l'operazione e il fallimento. Per tali carenze la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Perugia.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato come base procedurale per l'esposizione dei motivi di ricorso; la Corte di Cassazione prende atto che i motivi sono stati formulati ai sensi di tale norma e ne richiede la piena valutazione di merito da parte del giudice d'appello, segnalando che ciò non è avvenuto nella sentenza impugnata
Massime di principio
- Quando il difensore produce dati di bilancio e prove sulla solidità patrimoniale, il giudice d'appello deve valutare esplicitamente quegli elementi e motivare perché essi incidano o meno sulla concreta pericolosità dell'atto per le ragioni dei creditori.
- La mera prevedibilità del rischio non equivale al dolo: occorre accertare e motivare la consapevolezza, da parte dell'imputato, del pericolo concreto per i creditori; la sostituzione dell'accertamento del dolo con una valutazione di prevedibilità può determinare l'annullamento della decisione.
- Il significativo intervallo temporale tra l'operazione contestata e la manifestazione dell'insolvenza è un elemento che deve essere valutato nel suo insieme (persistenza dell'effetto, evoluzione della situazione patrimoniale) e non può essere semplicisticamente trascurato.
- Se il finanziamento proviene dal patrimonio personale e le imprese sono legate operativamente o a livello familiare, il giudice deve comunque spiegare come tali circostanze incidano sulla lesione delle ragioni dei creditori e sulla responsabilità soggettiva.
- La mancata considerazione o la valutazione superficiale di elementi probatori rilevanti posti a difesa giustifica l'annullamento con rinvio per consentire un nuovo esame completo dei profili di pericolosità oggettiva e di consapevolezza soggettiva.
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