Cassazione Penale, Sentenza n. 22244/2022 del 08/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva concesso a Vincenzo Castaldo un permesso premio di cinque ore, deducendo violazione di legge per avere il Tribunale adottato il provvedimento in violazione dei criteri indicati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 253 del 2019 e per avere trascurato il concreto pericolo che il permesso agevolasse la ripresa dei collegamenti tra il condannato, ritenuto di elevatissima pericolosità sociale e già in posizione apicale in un clan camorristico, e l'associazione criminale di appartenenza. Il Procuratore generale ha chiesto l'annullamento con rinvio dell'ordinanza impugnata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse del Procuratore generale ai sensi dell'art. 568, comma 4, c.p.p. La Corte ha ritenuto che il permesso premio era già stato attuato (10 luglio 2021) e che l'annullamento dell'ordinanza non avrebbe prodotto alcuna conseguenza pratica eliminabile, limitandosi a sancire un principio di diritto di portata meramente teorica. La decisione richiama la consolidata giurisprudenza secondo cui l'interesse all'impugnazione deve essere correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento e, anche quando l'impugnazione è proposta dal pubblico ministero, deve emergere un pregiudizio concreto suscettibile di rimozione con l'annullamento o la riforma.
Norme richiamate
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
La norma richiede che chi impugna abbia un interesse concreto correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento; in mancanza di un pregiudizio concreto eliminabile con l'impugnazione, il ricorso è inammissibile.
Sentenza Corte costituzionale n. 253/2019
Richiamata dal ricorrente come criterio di riferimento per l'adozione dei permessi premio; la Corte di cassazione non valuta il merito di tale censura perche il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
Cass. Sez. 6, n. 17686 del 07/04/2016 (Conte)
Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio che l'interesse all'impugnazione deve essere funzionale a ottenere una situazione pratica più vantaggiosa per l'impugnante.
Cass. Sez. 7, n. 21809 del 18/12/2014 (Letorri)
Conferma del principio che l'interesse deve essere connesso agli effetti diretti del provvedimento impugnato.
Cass. Sez. 3, n. 24272 del 24/03/2010 (Abagnale)
Ulteriore conferma giurisprudenziale del requisito dell'interesse concreto per l'ammissibilità dell'impugnazione.
Cass. Sez. 3, n. 30547 del 06/03/2019 (Chiocchio)
Principio secondo cui anche il pubblico ministero deve dimostrare un pregiudizio concreto eliminabile con l'impugnazione, non può limitarsi a richiamare una pretesa teorica di correttezza giuridica.
Cass. Sez. 5, n. 35785 del 04/05/2018 (El Harchi)
Ribadisce l'obbligo di concretezza dell'interesse del ricorrente nel settore delle impugnazioni.
Cass. Sez. 5, n. 40822 del 15/06/2017 (C.)
Conferma la necessità che l'impugnazione abbia finalità idonee a modificare una situazione pratica a vantaggio dell'impugnante.
Massime di principio
- Il Procuratore della Repubblica può proporre ricorso contro provvedimenti penitenziari solo se dimostra un interesse concreto, ovvero che l'annullamento o la riforma determinerebbero una situazione pratica più vantaggiosa per l'ufficio; non è sufficiente una censura di mera legittimità formale.
- Se il provvedimento impugnato è già stato eseguito (p.es. permesso premio concretamente fruito), l'annullamento può risultare privo di effetti pratici e quindi il ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
- La giurisprudenza consolidata impone al pubblico ministero di indicare il danno concreto e specifico che deriverebbe dal mantenimento del provvedimento; le argomentazioni generiche sul pericolo sociale non sostituiscono la prova dell'interesse all'impugnazione.
- Le valutazioni di merito del Tribunale di sorveglianza (es. sulla pericolosità del detenuto e sulle condizioni per i permessi premio) restano autonome; l'assenza di interesse rende inefficace il sindacato di legittimità in Cassazione sul singolo provvedimento eseguito.
- In situazioni analoghe, prima di proporre ricorso il pubblico ministero dovrebbe verificare l'effettiva reversibilità degli effetti del provvedimento impugnato e documentare in modo convincente il pregiudizio concreto eliminabile dall'annullamento.
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