Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24186/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Domanda di riparazione per ingiusta detenzione subita in conseguenza dell'ordinanza di custodia cautelare del GIP per i reati di concorso in organizzazione dell'immigrazione clandestina e omicidio. L'arresto era fondato su dichiarazioni rese da alcuni passeggeri (Riasat Amir, Alamitry/Alannitry Mohammed) che indicavano l'istante come soggetto che dava ordini a bordo e come 'guardiano' che aveva picchiato un migrante. Dopo un primo provvedimento di revoca della custodia (23/10/2015) e il successivo ripristino della misura da parte del Tribunale del riesame (24/11/2015) e della Cassazione (18/04/2016), il ricorrente fu poi assolto con sentenza della Corte d'assise (26/02/2019) confermata in appello (18/03/2021, irrevocabile 03/06/2021). Il ricorrente deduceva violazione di legge, vizio di motivazione e contraddittorietà tra i giudicati, sostenendo l'inattendibilità delle dichiarazioni accusatorie e che non fosse mai stato parte dell'equipaggio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il rigetto della domanda di riparazione da parte della Corte d'appello. Il giudice di legittimità ha ritenuto corretta e autonoma la valutazione del giudice della riparazione ai sensi dell'art. 314 c.p.p., che aveva accertato l'esistenza di una condotta dell'istante idonea a integrare colpa grave/condotta ostativa al riconoscimento dell'indennizzo in quanto aveva contribuito a creare la falsa apparenza della configurabilità del reato (sulla base delle dichiarazioni di alcuni passeggeri, già richiamate anche in pronunce precedenti). La Suprema Corte ha ricordato che la valutazione del giudice della riparazione è autonoma rispetto al giudizio di merito e che l'assoluzione penale per insufficienza di prova non impone automaticamente il riconoscimento della riparazione. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La disposizione disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; la Corte sottolinea che il giudice della riparazione valuta autonomamente, secondo parametri civili, l'esistenza di cause ostative (dolo o colpa grave) che escludono l'indennizzo

  • Sez. 4, n. 9212 del 13/11/2013 (Maltese)

    Richiamata per il principio secondo cui il giudice della riparazione deve valutare ex ante se la condotta dell'interessato abbia prodotto la falsa apparenza di illiceità, con autonoma valutazione rispetto al giudizio penale e senza dover accertare la sussistenza del reato

  • Sez. U, n. 43 del 13/12/1995 (Sarnataro)

    Richiamata per il principio della piena autonomia del giudice della riparazione nella valutazione del materiale probatorio ai fini civilistici dell'azione di riparazione

Massime di principio

  • L'assoluzione penale non determina automaticamente il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione: il giudice della riparazione effettua una valutazione autonoma per accertare se la detenzione sia stata causata anche dalla condotta dolosa o da colpa grave dell'interessato
  • La colpa grave escludente l'indennizzo è valutata in termini oggettivi (id quod plerumque accidit): non serve la colpa penale, ma una condotta materiale prevedibilmente idonea a far intervenire l'Autorità giudiziaria
  • Le dichiarazioni di terzi che hanno determinato l'adozione della misura cautelare possono essere considerate sufficienti a escludere la riparazione se, valutate ex ante dal giudice della riparazione, risultano idonee a creare la credibile apparenza della configurabilità del reato, anche se in seguito tali dichiarazioni non vengono integralmente confermate in fase di merito
  • Il giudice della riparazione ha ampia libertà di valutare il materiale probatorio raccolto nel procedimento penale, con standard e finalità diversi rispetto al processo di merito
  • Chi intende ottenere la riparazione dovrebbe dimostrare non solo l'assenza di condanna definitiva ma anche l'assenza di comportamenti che oggettivamente abbiano contribuito a creare la situazione che ha portato alla custodia cautelare

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.