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Sentenza

Sentenza del 21/03/2017 n. 150 - Comm. Trib. Prov. Cuneo

Accertamento induttivo puro - Indagine finanziaria - Imponibile attivo - Percentuale redditività Presidente: Rivello Pierpaolo - Relatore: Altare Gianbeppe

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Ufficio ha applicato l’accertamento induttivo puro previsto dall’art. 39, comma 2, del DPR 600/1973, ritenendo inattendibile la contabilità del contribuente. Ha ricostruito il maggior reddito imponibile considerando sia le fatture attive emesse e non registrate, o registrate per importi inferiori, sia i versamenti e i prelevamenti bancari non giustificati, emersi dall’indagine finanziaria. Il contribuente contestava l’utilizzo dei dati bancari e sosteneva che dovessero essere considerati soltanto gli importi risultanti dalle fatture emesse. Contestava inoltre la percentuale di redditività applicata dall’Ufficio.

La decisione

La Commissione ha respinto tutte le contestazioni. Ha ritenuto legittimo l’utilizzo dell’indagine finanziaria nell’ambito dell’accertamento induttivo puro e corretto considerare ricavi sia le fatture attive sia i movimenti bancari non adeguatamente giustificati. Ha inoltre ritenuto congrua la percentuale di redditività, poiché ricavata dallo studio di settore applicabile al contribuente. Il contribuente non aveva fornito elementi concreti, quali medie di settore, documentazione di categoria o prove specifiche, idonei a dimostrare una diversa percentuale.

Norme richiamate

  • Art. 39, comma 2, DPR 600/1973

    Accertamento induttivo puro

    Quando la contabilità è complessivamente inattendibile, l’Amministrazione può ricostruire il reddito sulla base di dati e notizie comunque raccolti, anche prescindendo dalle risultanze formali della contabilità.

  • Disciplina delle indagini finanziarie

    I versamenti e i prelevamenti bancari non giustificati possono concorrere alla ricostruzione dei ricavi o dei compensi, salvo che il contribuente fornisca una prova specifica della loro irrilevanza reddituale o della loro diversa origine.

  • Studi di settore

    La percentuale di redditività risultante dallo studio di settore può essere utilizzata come elemento di ricostruzione del reddito; chi la contesta deve fornire elementi concreti e documentati che giustifichino una diversa redditività.

Massime di principio

  • Quando la contabilità viene ritenuta inattendibile, l’Amministrazione può ricorrere all’accertamento induttivo puro e utilizzare anche elementi extracontabili, inclusi i movimenti dei conti correnti.
  • I movimenti bancari non giustificati possono essere trattati come ricavi o componenti positivi di reddito; spetta al contribuente dimostrare analiticamente la loro natura non reddituale o la loro estraneità all’attività d’impresa.
  • La presenza di fatture registrate non impedisce all’Ufficio di considerare ulteriori ricavi risultanti da dati bancari o da altri elementi presuntivi, soprattutto quando la contabilità non è attendibile.
  • La contestazione della percentuale di redditività non può essere generica: occorrono dati comparabili, documentazione di settore e prove specifiche riferite alla concreta attività svolta.
  • In presenza di una ricostruzione basata su più elementi presuntivi, il contribuente deve contestare puntualmente ciascun elemento e fornire una spiegazione documentata dei dati utilizzati dall’Ufficio.

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