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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27575/2026 del 22/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (condannato)

La controversia

Il condannato aveva chiesto la liberazione anticipata per il periodo 17 febbraio 2025 - 17 febbraio 2026; l'istanza era stata respinta dal magistrato di sorveglianza. Avverso tale diniego aveva proposto reclamo, ma il reclamo era stato inviato per errore all'indirizzo PEC del Tribunale di sorveglianza anziché a quello del magistrato di sorveglianza competente. Il magistrato ha quindi dichiarato inammissibile il reclamo. Nel ricorso per cassazione si deduceva, da un lato, violazione di legge perché il reclamo era stato trasmesso lo stesso giorno dalla cancelleria del Tribunale a quella del magistrato ed era pervenuto nei termini; dall'altro, veniva sollevata questione di costituzionalità della disciplina processuale nella parte in cui prevede l'inammissibilità per l'erronea individuazione dell'indirizzo PEC cui trasmettere il reclamo.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha interpretato l'art. 87-bis, comma 7, d.lgs. n. 150 del 2022 alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 77 del 2026, secondo cui l'inammissibilità è esclusa quando l'atto di impugnazione, erroneamente inviato a un indirizzo PEC diverso, venga poi inoltrato dalla cancelleria competente all'ufficio corretto entro il termine perentorio. Poiché dagli atti risultava che il reclamo, pur erroneamente indirizzato, era stato inoltrato telematicamente lo stesso giorno alla cancelleria competente, la Corte ha escluso l'inammissibilità. Il provvedimento impugnato è stato annullato senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Bologna per la decisione sul reclamo.

Norme richiamate

  • art. 87-bis, comma 7, d.lgs. n. 150 del 2022

    La disposizione va letta in modo conforme a Costituzione nel senso che l'inammissibilità dell'impugnazione resta esclusa se l'atto, erroneamente presentato a un indirizzo PEC diverso, sia inoltrato dalla cancelleria ricevente all'ufficio competente entro il termine perentorio.

  • ordinanza Corte costituzionale n. 77 del 2026

    "l'inammissibilità resta esclusa nell'ipotesi in cui l'atto di impugnazione sia stato inoltrato, su iniziativa della cancelleria cui è riferibile l'indirizzo PEC cui esso sia stato erroneamente presentato, all'indirizzo PEC – anch'esso incluso nell'elenco del DGSIA – riferito all'ufficio del giudice che ha emesso il provvedimento, laddove l'inoltro sia effettuato entro il termine perentorio stabilito per l'impugnazione medesima"

    La Corte di cassazione assume tale principio come criterio interpretativo vincolante per escludere l'inammissibilità quando l'errore sull'indirizzo PEC sia sanato dall'inoltro tempestivo della cancelleria.

  • Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001, Policastro

    Richiamata per affermare che la Corte può accedere direttamente agli atti quando il vizio dedotto lo consente.

Massime di principio

  • Nel sistema delle impugnazioni telematiche, l'errore del difensore nell'individuazione dell'indirizzo PEC non determina inammissibilità se l'atto è comunque inoltrato d'ufficio alla cancelleria competente entro il termine perentorio.
  • La disciplina processuale deve essere interpretata in senso conforme a Costituzione, privilegiando una lettura che eviti sanzioni di inammissibilità meramente formali quando l'impugnazione pervenga tempestivamente all'ufficio corretto.
  • Quando il vizio denunciato consente l'esame diretto degli atti, la Corte di cassazione può verificare la tempestività e la corretta trasmissione dell'impugnazione sulla base del fascicolo.
  • L'inoltro tempestivo da parte della cancelleria ricevente sana l'errore di indirizzamento dell'atto e impedisce la declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipataImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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