Cassazione Penale, Sentenza n. 26870/2024 del 08/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso deduceva violazione di legge (art. 81 c.p.) e vizio di motivazione, sostenendo che la sentenza di merito avrebbe fondato la condanna esclusivamente sul rinvenimento di tracce biologiche (gocce ematiche) da cui fu tratto un profilo DNA attribuito al ricorrente, ma non con certezza assoluta. Si eccepiva che le tracce potevano essere state depositate in momento successivo ai furti e che gli autori erano travisati, quindi mancavano altri elementi probatori congruenti; inoltre si contestava l'attribuzione di un secondo furto basata solo sulla vicinanza di luogo e tempo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto non manifestamente infondato il convincimento della Corte d'appello: l'esito dell'indagine genetica è stato considerato di elevata probabilità e 'estremamente forte' per l'identificazione, non risultando errori nel repertare né nel metodo; la presenza delle gocce ematiche anche nei pressi della refurtiva e l'assenza di giustificazioni per la presenza del ricorrente in quel luogo hanno rafforzato la deduzione di responsabilità. La qualificazione del secondo furto è stata ritenuta correttamente assegnata in ragione della vicinanza spazio-temporale e del fatto che gli autori erano travisati giustificando l'impossibilità/ inutilità della comparazione fisiognomica. Il ricorrente è stato condannato alle spese di procedimento e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Il ricorrente invocava violazione di questa norma (concernente il concorso di persone o i criteri di imputazione/valutazione del concorso), ma la Corte non ha ritenuto che la decisione di merito violasse l'articolo; la valutazione della responsabilità è stata ritenuta ricavabile dalle risultanze probatorie, in particolare dalla prova genetica.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata in relazione ai limiti della motivazione del ricorso per cassazione: il motivo era enunciato nei limiti strettamente necessari previsti dalla disposizione (esposizione sintetica delle censure).
art. 23 comma 8 d.l. n. 127/2020 (e successive proroghe/modifiche)
Norma che ha autorizzato la trattazione del ricorso senza intervento delle parti (procedura semplificata); la Corte segnala che il ricorso è stato trattato sulla base delle disposizioni di cui all'art. 23 co. 8 e delle successive proroghe applicabili.
art. 616 c.p.p.
Norma che consente la condanna per spese processuali e il versamento alla Cassa delle ammende: sulla base di questa disposizione la Corte ha condannato il ricorrente alle spese e al versamento di euro 3.000,00.
Massime di principio
- La prova del DNA, se condotta secondo corrette procedure e con elevata probabilità statistica, può avere natura di prova piena e fondare la responsabilità penale anche senza altri elementi convergenti
- Se invece l'analisi genetica presenta vizi di repertazione, conservazione o metodologia, gli esiti assumono valore meramente indiziario e richiedono elementi di riscontro
- La presenza di tracce biologiche in prossimità della refurtiva rafforza l'argomentazione che chi ha lasciato le tracce sia stato presente al momento del reato, riducendo la forza di ipotesi alternative meramente congetturali
- La vicinanza spaziale e temporale tra più delitti può legittimare l'attribuzione di responsabilità per reati multipli quando congruamente motivata dalla Corte, specie se non esistono elementi che giustifichino la presenza dell'imputato sul luogo per altra ragione
- Il dubbio necessario per assolvere il reo deve essere un dubbio ragionevole e motivato: ipotesi alternative prive di riscontri concreti e meramente congetturali non sono sufficienti
- Se gli autori risultano travisati, l'utilità di comparazioni fisiognomiche dai filmati può essere esclusa legittimamente dalla Corte territoriale
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