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Sentenza

Sentenza del 08/06/2017 n. 437 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante contestava il rigetto della domanda di definizione di una lite fiscale pendente ai sensi dell'articolo 39 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, sostenendo: l'insufficiente motivazione della sentenza di primo grado; la correttezza del pagamento effettuato, pari al 30% del valore della lite, ritenendo che il versamento fosse un adempimento economico conseguente alla presentazione dell'istanza e non soggetto a un termine improrogabile; nonché la sussistenza di un errore scusabile derivante dall'asserita ambiguità della norma. La lite riguardava una sentenza favorevole all'Ufficio, pubblicata prima della presentazione dell'istanza di condono.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale della Basilicata ha rigettato l'appello, confermando la decisione di primo grado. Poiché la sentenza condonabile era stata pubblicata l'11 gennaio 2012, prima del deposito dell'istanza di definizione del 30 aprile 2012, il contribuente avrebbe dovuto versare il 50% del valore della lite e non il 30%. La Commissione ha escluso l'errore scusabile, rilevando che non sussistevano incertezze giuridiche o difficoltà di calcolo, che la norma non prevedeva pagamenti rateali e che l'istanza era stata presentata tramite un professionista qualificato. L'appellante è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio di appello, liquidate in 600 euro.

Norme richiamate

  • Articolo 39 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98

    I contribuenti interessati alla chiusura delle liti fiscali pendenti dovevano procedere al pagamento della somma dovuta e alla presentazione della domanda di definizione nei termini previsti dalla norma.

    La definizione agevolata richiedeva il corretto calcolo dell'importo dovuto in relazione allo stato della lite e il rispetto degli adempimenti e dei termini stabiliti dalla legge. Nel caso concreto, essendo la sentenza favorevole all'Ufficio già pubblicata prima della domanda, era dovuto il 50% del valore della lite, non il 30%.

  • Principio della soccombenza

    La parte risultata soccombente nel giudizio di appello è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • Nelle definizioni agevolate delle liti fiscali, l'importo da versare deve essere determinato considerando la situazione processuale esistente alla data prevista dalla disciplina, inclusa l'eventuale pubblicazione della sentenza.
  • Il pagamento di un importo inferiore a quello legalmente dovuto può impedire il perfezionamento del condono, soprattutto quando la norma non prevede espressamente la possibilità di regolarizzazione o rateizzazione.
  • La presentazione dell'istanza di definizione non sostituisce il corretto pagamento dell'importo richiesto e non rende automaticamente sanabile un versamento insufficiente.
  • L'errore scusabile viene normalmente escluso quando la norma è sufficientemente chiara, il calcolo non presenta particolare complessità e il contribuente si avvale dell'assistenza di un professionista qualificato.
  • Per valutare una definizione agevolata è necessario verificare con precisione sia i termini per il versamento sia quelli per la presentazione dell'istanza, oltre allo stato della lite e alla data di pubblicazione di eventuali sentenze.

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