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Sentenza

Sentenza n. 98/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500184

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del nulla osta per l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato con un lavoratore straniero, successivamente sostituito da un nuovo provvedimento negativo adottato all'esito del riesame

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio del nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia. In sede cautelare, il TAR aveva ordinato alla Prefettura di riavviare il procedimento e di concluderlo con un nuovo provvedimento corredato da relazione illustrativa. L'Amministrazione ha riavviato il procedimento, trasmesso una nuova comunicazione di avvio e adottato, il 3 giugno 2025, un ulteriore provvedimento di segno negativo. Il ricorrente ha dedotto l'illegittimità del nuovo atto con una memoria depositata il 29 dicembre 2025, chiedendone l'annullamento; tuttavia, tale memoria non è stata notificata all'Amministrazione e non poteva quindi essere qualificata come ricorso per motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse. Il nuovo provvedimento negativo adottato dalla Prefettura all'esito del riesame è stato qualificato come conferma propria del precedente diniego: esso ha quindi sostituito l'originaria determinazione, facendo venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere l'annullamento del primo atto. Il nuovo provvedimento non era stato ritualmente impugnato, poiché la memoria depositata dal ricorrente non era stata notificata e non poteva pertanto valere come ricorso per motivi aggiunti; inoltre, al momento della decisione era decorso il termine per impugnare autonomamente il nuovo atto ai sensi dell'art. 29 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in considerazione dell'andamento complessivo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente al giudice, ricorrendone i presupposti e sentite le parti, di definire il giudizio con sentenza semplificata in camera di consiglio.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    possibile improcedibilità del ricorso introduttivo

    Impone al giudice di segnalare alle parti le questioni rilevabili d'ufficio che possono essere decisive, consentendo il contraddittorio sul possibile sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 29 c.p.a.

    Disciplina il termine per proporre l'azione di annullamento; il decorso del termine per impugnare il nuovo provvedimento impedisce di rimettere in discussione l'atto mediante una memoria non notificata come motivi aggiunti.

Massime di principio

  • Quando, in esecuzione di un ordine giudiziale di riesame, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento che conferma sostanzialmente la precedente determinazione, il nuovo atto costituisce conferma propria e sostituisce quello originariamente impugnato, determinando la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul ricorso introduttivo.
  • Il nuovo provvedimento adottato all'esito del riesame deve essere autonomamente impugnato, nei termini di legge, mediante motivi aggiunti ritualmente notificati o mediante distinto ricorso; una memoria depositata senza notificazione non è qualificabile come ricorso per motivi aggiunti.
  • Il sopravvenuto difetto di interesse può essere rilevato d'ufficio dal giudice, previa assegnazione alle parti di una possibilità effettiva di contraddire sulla relativa questione ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potereTermini del procedimento

Testo integrale

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