Cassazione Penale, Sentenza n. 17195/2024 del 24/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per vizio di violazione di legge e difetto di motivazione. Il difensore contestava che la Corte d'appello non avesse adeguatamente considerato ipotesi alternative suscettibili di spiegare le intercettazioni, sostenendo che dalle conversazioni intercettate non sarebbe emersa la prova positiva del possesso di un'arma da parte del ricorrente e che la lettura delle intercettazioni fosse frammentaria e contraddittoria rispetto alle dichiarazioni dei testi richiedenti asilo.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito motivazione coerente e logica nell'interpretare globalmente le intercettazioni insieme alle dichiarazioni dei testi (quattro richiedenti asilo), ai tabulati telefonici e ai filmati di videosorveglianza, arrivando a ritenere provato il ruolo di Raccagni come ideatore/istigatore e fornitore dell'arma usata per sparare contro l'abitazione delle vittime. La valutazione delle conversazioni intercettate è stata ritenuta questione di merito non sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità, che qui non è stata riscontrata. Condanna del ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
Giurisprudenza - principio sull'interpretazione delle intercettazioni
Sez. 3, n. 44938 del 05/10/2021, Rv. 282337
L'interpretazione e la valutazione del contenuto delle conversazioni intercettate costituiscono questione di fatto rimessa al giudice di merito e non sono sindacabili in sede di legittimità se non nei limiti della manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione
Fatto-reato: concorso nel porto illegale di arma comune da sparo
La Corte ha ritenuto provato, sulla base di elementi indiziari convergenti (dichiarazioni, intercettazioni, tabulati, filmati), il ruolo del ricorrente come mandante/istigatore e la fornitura dell'arma a terzi per compiere l'intimidazione
Massime di principio
- La valutazione delle intercettazioni va fatta nel loro contesto e nella globalità del dialogo; letture parziali o decontestualizzate sono deboli se il giudice motiva coerentemente il significato complessivo.
- Denegazioni o affermazioni negative intercettate non costituiscono automaticamente prova contraria della detenzione o della disponibilità di un'arma; il giudice valuta la prova nel suo insieme insieme ad altri elementi (testimonianze, tabulati, filmati).
- Le dichiarazioni di testimoni vanno valutate congiuntamente ad altri elementi probatori: la coerenza, la convergenza e il movente rafforzano l'affermazione di responsabilità anche in assenza di prova diretta.
- L'interpretazione delle intercettazioni è prerogativa del giudice di merito e solo motivazioni manifestamente illogiche possono essere sindacate dalla Cassazione; in sede di ricorso è quindi necessario dimostrare errori logici evidenti o omissioni valutative rilevanti.
- Se si propone una versione alternativa dei fatti, il difensore deve indicare elementi concreti che rendano l'ipotesi alternativa plausibile e non puramente teorica, dimostrando che il giudice di merito ha omesso di esaminare tali ipotesi non irrilevanti.
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