Sentenza n. 352/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. -OMISSIS- del Tribunale di -OMISSIS-, Sezione Lavoro, pubblicata in data 26.09.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, recante il riconoscimento della Carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2021/2022
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario, sezione lavoro, che aveva dichiarato il suo diritto alla Carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2021/2022 e condannato il Ministero a renderla disponibile mediante accredito di euro 500,00. La sentenza era stata notificata all'Amministrazione, non impugnata e quindi passata in giudicato. Il TAR ha rilevato, tuttavia, che l'atto introduttivo indicava nell'epigrafe una persona fisica di sesso femminile quale ricorrente, mentre la parte espositiva, le conclusioni e la procura riferibile alla domanda identificavano il ricorrente in una persona fisica di sesso maschile, unico beneficiario della sentenza da eseguire. La contraddizione rendeva incerta l'individuazione del soggetto che aveva proposto il ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'atto introduttivo debba indicare con esattezza il soggetto che agisce, oltre all'oggetto della domanda e alle ragioni di fatto e di diritto, così da consentire alla parte resistente di difendersi correttamente. L'assoluta incertezza sull'identità del ricorrente, desunta dalla contraddizione insanabile tra epigrafe e contenuto dell'atto, impedisce la valida instaurazione del rapporto processuale. Il giudice non può scegliere d'ufficio quale dei due nominativi sia il reale titolare dell'azione, perché ciò comporterebbe una sostituzione nella volontà processuale della parte. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della natura processuale della pronuncia.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza costituisce lo strumento per ottenere l'esecuzione del giudicato, ma presuppone la valida instaurazione del rapporto processuale.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La norma è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono richiamate, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- L'atto introduttivo del giudizio deve consentire l'esatta individuazione del soggetto che propone la domanda, dell'oggetto della pretesa e delle ragioni poste a fondamento; tali elementi sono necessari per la valida instaurazione del rapporto processuale e per l'esercizio del diritto di difesa della parte resistente.
- La contraddizione insanabile tra l'intestazione dell'atto introduttivo e il suo contenuto, quando impedisca di stabilire quale soggetto abbia effettivamente proposto la domanda, determina l'inammissibilità del ricorso per assoluta incertezza sull'identità del ricorrente.
- Il giudice non può individuare d'ufficio il reale ricorrente scegliendo tra nominativi diversi e contraddittori contenuti nell'atto, poiché ciò costituirebbe un'indebita sostituzione nella volontà processuale della parte.
Come è indicizzato
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