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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23780/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La vicenda riguarda un detenuto sottoposto al regime differenziato ex art. 41-bis Ord. pen. che aveva reclamato, davanti alla magistratura di sorveglianza, il diritto ad acquistare a proprie spese un frigorifero da collocare in cella o subito fuori, per conservare cibi acquistati in sopravvitto. Il Tribunale di sorveglianza aveva accolto il reclamo ritenendo che il diritto alla sana alimentazione comprendesse anche una conservazione adeguata dei cibi e che le borse termiche fornite dall'amministrazione non fossero sufficienti, mentre non vi sarebbero state ragioni di sicurezza ostative. Contro tale ordinanza ha ricorso il Ministero della Giustizia, deducendo: 1) carenza di potere del giudice di sorveglianza, perché non vi sarebbe un vero diritto soggettivo all'acquisto o uso del frigorifero, essendo la conservazione dei cibi già assicurata dalle borse termiche previste dall'amministrazione; 2) contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, perché il tribunale avrebbe sindacato nel merito una scelta discrezionale dell'amministrazione penitenziaria, sostituendo la propria valutazione a quella dell'ente competente. Il Procuratore generale ha concluso per l'annullamento senza rinvio.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Ministero. Ha affermato che il reclamo ex art. 35-bis Ord. pen. consente il controllo sull'inosservanza di norme di legge o regolamentari da cui derivi un attuale e grave pregiudizio a un diritto del detenuto, ma non autorizza il giudice di sorveglianza a sostituire la propria valutazione alle scelte organizzative dell'amministrazione penitenziaria. Nel caso concreto, il diritto tutelabile era quello alla corretta conservazione dei cibi, non un autonomo diritto all'uso del frigorifero; la soluzione organizzativa delle borse termiche con mattonelle refrigeranti è stata ritenuta, in astratto e nel caso concreto, idonea e non lesiva di quel diritto, anche perché eventuali esigenze di maggiore durata della conservazione potevano essere fronteggiate con una più frequente sostituzione delle mattonelle. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Rimedio giurisdizionale contro gli atti dell'amministrazione penitenziaria limitato alla verifica dell'inosservanza di norme di legge o regolamentari da cui derivi un attuale e grave pregiudizio all'esercizio dei diritti del detenuto.

  • art. 69-bis, comma 6, lett. b), Ord. pen.

    Parametro del controllo giurisdizionale in sede di reclamo, ancorato alla tutela di diritti soggettivi lesi da atti o omissioni dell'amministrazione.

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Regime detentivo differenziato nel quale permane la tutela del diritto alla salute e alla sana alimentazione, ma nei limiti compatibili con le esigenze di sicurezza e con l'organizzazione penitenziaria.

Massime di principio

  • Nel reclamo ex art. 35-bis Ord. pen. il giudice di sorveglianza può intervenire solo quando la disciplina o la prassi amministrativa determini una lesione attuale e grave di un diritto soggettivo del detenuto, non per sostituire scelte organizzative rimesse all'amministrazione.
  • Il diritto alla sana alimentazione del detenuto comprende anche una conservazione idonea e sicura dei cibi, ma non implica di per sé un autonomo diritto all'adozione di una specifica tecnologia o modalità di conservazione, se l'amministrazione ne assicura una alternativa non irragionevole.
  • Quando l'amministrazione penitenziaria adotta una soluzione organizzativa non arbitraria e concretamente idonea a soddisfare il diritto del detenuto, il giudice non può imporre una diversa modalità operativa sulla base di una preferenza o di una valutazione meramente migliorativa.
  • Il sindacato di sorveglianza deve arrestarsi alla verifica di legittimità, ragionevolezza e proporzionalità della scelta amministrativa; è precluso un sindacato di merito sulle opzioni logistiche e organizzative interne all'istituto.
  • La prospettata inidoneità di una misura di tutela, per essere rilevante, deve risultare concreta e attuale rispetto alle specifiche esigenze del caso, non essendo sufficiente un rilievo astratto o ipotetico se la stessa amministrazione può ovviare con misure organizzative equivalenti e disponibili.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniReati ostativi
RamiProcesso penaleEsecuzione penale

Testo integrale

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