Cassazione Penale, Sentenza n. 27140/2023 del 22/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva rigettato il riesame contro l'ordinanza del GIP di Foggia (01/12/2022) con cui erano stati disposti gli arresti domiciliari per il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata al riciclaggio di autovetture e alla commercializzazione di componenti. I difensori hanno dedotto carenza dei gravi indizi di colpevolezza rispetto all'associazione: hanno sostenuto l'autonomia e la concorrenzialità di quattro sottogruppi operanti nel settore, l'assenza di affectio societatis, la mancanza di struttura organizzativa e di una ripartizione dei compiti, e l'assenza dell'elemento soggettivo; in subordine la riconduzione dei fatti al concorso di persone (art. 110 c.p.).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e aspecificità delle censure, rilevando che il ricorrente non ha criticamente affrontato le argomentazioni dell'ordinanza impugnata. Il Collegio ha richiamato le risultanze investigative (intercettazioni, sequestri, videoriprese, intestazioni fittizie, disponibilità di depositi e collaboratori) che individuano Dimmito come figura apicale e dominus della rete di riciclaggio; ha affermato che non è necessario che ogni sodale conosca tutti gli altri e che la diversità di scopi personali o la concorrenza interna non escludono l'associazione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
La Corte interpreta la fattispecie come integrata: non è necessaria la conoscenza reciproca di tutti i componenti; rileva la presenza di una organizzazione, di ruoli apicali, di un programma criminoso comune e la ripetizione di reati-fine con modalità omogenee.
art. 110 cod. pen.
Richiamato dalla difesa come riclassificazione possibile (concorso di persone); la Corte ritiene invece sussistente l'associazione per delinquere e non accoglie tale ricostruzione.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per disporre le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e alla somma stabilita.
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020
Richiamato come norma che consente la trattazione con contraddittorio cartolare; la trattazione è stata svolta in tali forme.
art. 8, D.L. n. 198/2022
Richiamato insieme all'art. 23 D.L. 137/2020 per la disciplina della trattazione con contraddittorio cartolare.
Massime di principio
- Per configurare l'associazione per delinquere non è necessario che ogni associato conosca tutti gli altri; è sufficiente la conoscenza dell'esistenza dell'associazione e l'adesione a un programma criminoso comune.
- La diversità o la concorrenzialità di interessi personali tra componenti non esclude l'esistenza di un'associazione se esiste un progetto generale condiviso e attività organizzate a vantaggio comune.
- Elementi probatori ripetuti e convergenti (intercettazioni, sequestri, videoriprese, intestazioni fittizie, disponibilità di depositi, collaboratori) rafforzano la ricostruzione di un ruolo apicale e di una struttura organizzata.
- La mera compravendita di beni tra soggetti non esclude l'associazione se scaturisce da un assetto strutturato che realizza un programma criminoso continuativo; la ricezione di compensi non annulla automaticamente l'affectio societatis.
- In sede di impugnazione è necessario affrontare in modo critico e specifico le argomentazioni del giudice di merito; censure generiche o ripetitive della decisione di primo grado possono determinare l'inammissibilità del ricorso.
- La ricorrenza di reati-fine con modalità omogenee e la ripetizione nel tempo sono indicatori significativi dell'esistenza dell'elemento soggettivo (dolo associativo) richiesto per l'art. 416 c.p.
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