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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17044/2024 del 23/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte di cassazione del 28/09/2023 lamentando violazione del diritto di difesa per mancata/notifica intempestiva del deposito della motivazione della sentenza e, in successivo motivo, l'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale al difensore di fiducia, prospettando che ciò gli ha impedito di depositare una memoria per sollecitare la trattazione in pubblica udienza dinanzi ad altra sezione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto corretta la trattazione del procedimento con la procedura de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., applicabile alle impugnazioni avverso sentenze pronunciate ai sensi dell'art. 599-bis. Ha escluso che le censure prospettate rientrino nell'ambito del rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis (correzione di errori materiali o di fatto), concludendo per la legittima declaratoria di inammissibilità. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di dichiarare l'inammissibilità del ricorso con procedura de plano, senza formalità partecipative, nei casi previsti (es. rinuncia all'impugnazione, difetti attinenti a legittimazione, inoppugnabilità o inosservanza delle previsioni su presentazione/spedizione/termini). Nel caso di specie è stata ritenuta applicabile per i ricorsi contro sentenze ex art. 599-bis.

  • art. 599-bis, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la sentenza conseguente a concordato in appello; le decisioni adottate in tale contesto possono essere soggette alla pronuncia de plano in Cassazione ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis.

  • art. 625-bis, cod. proc. pen.

    Rimedio straordinario che consente la correzione di errori materiali o di fatto nei provvedimenti della Corte di cassazione. La Corte ha ritenuto che la censura sulla mancata notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale non costituisca un errore materiale o di fatto correggibile con tale rimedio.

Massime di principio

  • Quando il ricorso riguarda sentenze emesse ex art. 599-bis (concordato in appello), la Corte di cassazione può dichiarare l'inammissibilità con procedura de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, senza formalità partecipative.
  • Le censure inerenti alla mancata o tardiva notifica di atti processuali non sempre sono idonee a interrompere la procedura de plano: per ottenere il riesame tramite art. 625-bis è necessario che l'errore sia qualificabile come errore materiale o di fatto nei provvedimenti della Corte di cassazione.
  • Se si vuole impedire la definizione de plano di un ricorso, occorre dimostrare che la fattispecie rientra nelle ipotesi tassative contemplate dall'art. 610, comma 5-bis (es. mancanza di legittimazione, inoppugnabilità, difformità di termini/presentazione/spedizione) o proporre tempestivamente gli strumenti processuali idonei a sospendere la procedura.
  • Nelle impugnazioni derivanti da concordato in appello è essenziale valutare preventivamente la rilevanza processuale di eventuali omissioni notifica e scegliere il rimedio processuale appropriato (es. opposizione o motivi specifici ammessi dalla legge) poiché i rimedi postumi sono limitati.

Testo integrale

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