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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21080/2026 del 08/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva dichiarato inammissibili le istanze di riesame avverso decreti di sequestro preventivo presentate in nome e per conto di più società. Le censure principali sono: a) illegittimità della declaratoria di inammissibilità per aver ritenuto invalida la nomina del difensore effettuata dai legali rappresentanti che erano essi stessi indagati (richiamo all'art. 39 d.lgs. 231/2001); b) omissione di nomina di difensore d'ufficio o curatore speciale nonostante il conflitto (art. 40 d.lgs. 231/2001); c) erronea esclusione della legittimazione degli indagati per società in liquidazione (diritto di rappresentanza del curatore); d) inefficacia a valore impugnativo delle impugnazioni "in proprio" rispetto a quote/aziende sequestrate; e) vizi di motivazione e di diritto relativi ai presupposti del sequestro impeditivo (periculum in mora, proporzionalità e pertinenzialità) soprattutto con riferimento a New Construction s.r.l.; f) asserita inesistenza del fumus del reato di autoriciclaggio per operazioni societarie documentate; g) difetto di determinatezza del titolo cautelare in relazione a specifiche quote societarie.

La decisione

La Corte Suprema ha dichiarato i ricorsi inammissibili per varie ragioni: - Inammissibile il motivo che contestava la declaratoria di invalidità della nomina del difensore, confermando il principio che l'art. 39 d.lgs. 231/2001 crea una presunzione di incompatibilità che rende inesistente la nomina operata dal legale rappresentante indagato; - Inammissibile anche il motivo relativo alla mancata nomina di difensore d'ufficio, perché la nomina originaria era radicalmente inefficace e quindi non sorgeva il presupposto per la nomina d'ufficio; - Motivi relativi a società in liquidazione sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse, quando le società lamentate non risultavano parti nel ricorso; - Altre censure sono state ritenute generiche e pertanto inammissibili per mancata specificazione degli elementi di fatto e diritto; - I motivi relativi al sequestro nei confronti di New Construction s.r.l. sono divenuti privi di interesse per la revoca del sequestro disposta dal PM (decreto del 26/02/2026) e per la rinuncia difensiva. Conseguentemente tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 39 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231

    "l'ente partecipa al procedimento penale con il proprio rappresentante legale, salvo che questo sia imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo"

    La Corte interpreta la norma come fonte di una presunzione legale assoluta di incompatibilità: il legale rappresentante indagato non può validamente nominare il difensore dell'ente; l'atto di nomina proveniente da tale soggetto è radicalmente inefficace e determina l'inammissibilità degli atti processuali posti in essere dal difensore così nominato

  • art. 591 cod. proc. pen., comma 1, lett. a)

    Consente al giudice di rilevare d'ufficio il difetto di legittimazione; la Corte lo invoca per dichiarare inammissibili le impugnazioni originate da atti processuali affetti da vizio genetico

  • art. 40 d.lgs. 231/2001

    Prevede la possibilità di nomina di difensore d'ufficio per l'ente; la Corte rileva però che tale nomina non è dovuta quando la nomina del difensore di fiducia è originariamente inefficace perché proveniente da rappresentante incompatibile

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo (anche impeditivo) con i requisiti del pericolo attuale e della pertinenzialità; i ricorrenti contestavano la carenza del periculum in mora e della proporzionalità, ma molte di queste doglianze sono state ritenute generiche o sono divenute prive di interesse

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma collegata al riesame e ai rimedi: la Corte richiama i principi di favor impugnationis e dell'effettività del rimedio per valutare l'interesse e la specificità delle doglianze, rigettando ricorsi generici o privi di interesse

  • art. 53 e art. 54 d.lgs. 231/2001

    Richiamate nella contestazione sull'ammissibilità di talune misure cautelari sugli enti; la Corte comunque non ha deciso il tema nel merito, ritenendolo assorbito o non specificatamente dimostrato

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Norma sull'autoriciclaggio: i ricorrenti deducevano l'insussistenza del fumus; la Corte ha ritenuto la censura generica e non adeguatamente collegata a specifiche operazioni o motivazioni impugnate

  • art. 568, comma 4 cod. proc. pen.

    Richiesto per il profilo dell'interesse all'impugnazione: la Corte verifica la concretezza e l'attualità dell'interesse, dichiarando inammissibili le doglianze quando tale interesse manca

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma usata per la condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende, valutando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • Se il legale rappresentante dell'ente è indagato per il reato presupposto ai sensi del d.lgs. 231/2001, qualsiasi nomina da lui effettuata del difensore dell'ente è viziata di nullità/inefficacia: atti processuali fondati su tale nomina possono essere dichiarati inammissibili d'ufficio
  • La verifica della legittimazione formale dell'atto (chi ha nominato il difensore) è un presupposto essenziale che il giudice deve accertare anche d'ufficio prima di valutare il merito della difesa dell'ente
  • La mera eccezione che il giudice non abbia nominato un difensore d'ufficio non è fondata quando non sussiste un rapporto processuale validamente instaurato (ossia quando la nomina di fiducia è originariamente inefficace)
  • Le impugnazioni devono specificare con chiarezza l'ambito soggettivo e oggettivo della doglianza (quali indagati, quali quote/beni, quali atti sono contestati): la genericità rende il ricorso inammissibile
  • Sussiste carenza d'interesse qualora, nel frattempo, la misura cautelare sia stata revocata o la situazione fattuale sia mutata in modo da rendere inutile l'impugnazione
  • In materia di misure cautelari reali il sindacato di legittimità in Cassazione è limitato: le contestazioni sui fatti e sulla valutazione probatoria dell'esistenza del periculum o del nesso con l'illecito devono essere ben motivate e specifiche
  • Per le società in liquidazione va attentamente verificato chi detiene la legittimazione processuale (curatore/liquidatore vs. soci): l'assenza di interesse o di qualità processuale nel ricorrente può determinare l'inammissibilità

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