Cassazione Penale, Sentenza n. 06195/2026 del 16/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato il decreto di sequestro preventivo di un immobile di edilizia residenziale pubblica che essi occupavano. Hanno dedotto: 1) mancanza del fumus commissi delicti perché sarebbero subentrati nel possesso con il consenso dell'originario assegnatario (il padre della De Lucia, deceduto nel 2011); 2) prescrizione del reato, sostenendo che il reato di invasione è un fatto istantaneo ad effetti permanenti e che, secondo la documentazione, il termine prescrizionale sarebbe già decorso alla data del sequestro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Sul primo motivo ha richiamato e applicato la giurisprudenza consolidata secondo cui l'occupazione di un immobile di edilizia residenziale pubblica da parte di chi vi permane dopo il decesso o l'allontanamento del legittimo assegnatario, anche se inizialmente entrato con consenso del titolare, costituisce invasione senza titolo ai sensi dell'art. 633 c.p., perché l'assegnatario non può trasferire la detenzione o il possesso in modo soggettivo e privato. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che il reato possa avere natura permanente quando l'occupazione si protrae nel tempo; pertanto la prescrizione decorre solo dal momento in cui cessa l'occupazione, e non prima. Poiché l'occupazione era perdurante fino al sequestro, non si è verificata la prescrizione. Il ricorso è stato pertanto respinto e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 633 cod. pen.
Attribuita interpretazione secondo la quale il reato di invasione di edifici si configura quando un immobile pubblico viene occupato sine titulo; la permanenza nell'immobile dopo il decesso o l'allontanamento dell'assegnatario, anche se l'ospite era stato ammesso dal precedente titolare, integra l'invasione. Inoltre, il delitto può avere natura permanente quando l'occupazione si protrae nel tempo, con decorrenza della prescrizione solo al termine dell'occupazione.
art. 639-bis cod. pen.
Citato come titolo dell'indagine penale collegata all'occupazione abusiva; la sentenza conferma che le misure reali (sequestro preventivo) sono applicabili sull'immobile oggetto di invasione per preservare gli effetti della responsabilità penale e la disponibilità del bene.
Massime di principio
- L'occupazione di un immobile di edilizia residenziale pubblica da parte di persone che vi permangono dopo il decesso o l'allontanamento del legittimo assegnatario è da considerarsi invasione senza titolo anche se derivata da un consenso prestato in precedenza dal titolare.
- L'acquiescenza o il consenso informale del precedente assegnatario o dell'ente proprietario non elidono la situazione di arbitrarietà: l'assegnazione è procedimento pubblico e regolato e non può essere trasferita privatamente.
- Il reato di invasione di edifici può avere natura permanente quando l'occupazione continua nel tempo; la prescrizione decorre dal momento in cui l'occupazione cessa, non dal momento dell'inizio dell'atto invasivo.
- La prosecuzione dell'occupazione fino al sequestro preventivo esclude in linea di principio l'intervenuta prescrizione e legittima misure cautelari reali sull'immobile.
- Il pagamento di canoni o rapporti di ospitalità non è di per sé idoneo a trasformare una situazione di fatto in un titolo giuridico che escluda l'illecito di invasione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 16 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06120/2026 del 16/02/2026
- Sentenza penale · 16 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06121/2026 del 16/02/2026
- Sentenza penale · 16 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06122/2026 del 16/02/2026
- Sentenza penale · 16 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06123/2026 del 16/02/2026
- Sentenza penale · 16 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06124/2026 del 16/02/2026
- Sentenza penale · 16 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06126/2026 del 16/02/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →