Cassazione Penale, Sentenza n. 24353/2022 del 23/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame che confermava il sequestro preventivo di euro 31.280,00 trovati durante una perquisizione. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza del fumus commissi delicti: contestava che le risultanze investigative (dichiarazioni del collaboratore Dante Mannolo e intercettazioni) non fossero coerenti con la somma rinvenuta e sosteneva di aver fornito giustificazioni sulla lecita provenienza del denaro
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il rimedio avverso le ordinanze di riesame di misure cautelari reali sia ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.), perciò non si presta a un sindacato in fatto e motivazionale ordinario. Il Collegio ha giudicato che il Tribunale di Catanzaro avesse adeguatamente motivato la sussistenza del fumus commissi delicti, valorizzando le dichiarazioni del collaboratore che indicavano il ruolo del ricorrente quale "custode" di denaro per la "cosca Mannolo" e l'effettivo ritrovamento di contanti; la discrepanza quantitativa è stata ritenuta spiegabile con le modalità di occultamento indicate nelle investigazioni. Le giustificazioni offerte dal ricorrente sulla lecita provenienza sono state ritenute poco plausibili e generiche. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende
Norme richiamate
art. 325 cod. proc. pen.
Il ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse in sede di riesame avverso misure cautelari reali è ammesso soltanto per violazione di legge; non autorizza un sindacato libero della motivazione di merito
art. 606 cod. proc. pen.
Le doglianze di mera illogicità o insufficienza della motivazione (vizi della logica o della valutazione) non sono generalmente sindacabili nel ricorso ex art. 325 c.p.p.; solo vizi motivazionali talmente radicali da costituire violazione di legge possono dar luogo a gravame
art. 416-bis cod. pen.
La contestazione di reati aggravati dall'agevolazione o dall'appartenenza a "associazione di tipo mafioso" rende rilevante, ai fini del fumus, l'elemento indiziario costituito da dichiarazioni di collaboratori e dal ritrovamento di consistenti disponibilità liquide direttamente nella disponibilità dell'indagato
Massime di principio
- I ricorsi per cassazione avverso ordinanze di riesame su misure cautelari reali sono ammissibili essenzialmente per violazione di legge; non è la sede per rimettere in discussione argomentazioni di merito se non quando emergano errori giuridici o vizi motivazionali radicali
- La presenza congiunta di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che attribuiscono un ruolo al soggetto (es. "custode" di denaro per la cosca) e dell'effettivo ritrovamento di somme in contanti costituisce elemento indiziario significativo per la sussistenza del fumus commissi delicti
- Una discrepanza quantitativa tra quanto riferito da un collaboratore e quanto materialmente ritrovato non annulla automaticamente il nesso indiziario: può essere giustificata da modalità di occultamento variabili e da dinamiche operative dell'organizzazione criminale
- Le giustificazioni sulla provenienza lecita del denaro devono essere concrete, specifiche e documentate per convincere il giudice; affermazioni generiche o non provate sono spesso ritenute insufficienti
- I ricorrenti che propongono doglianze meramente motivazionali rischiano l'inammissibilità e possono essere condannati alle spese e a sanzioni (es. ammenda) se il ricorso è manifestamente infondato
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