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Ordinanza

Ordinanza n. 640/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento - della disposizione n. -OMISSIS- prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, emesso dall'Ateneo Sapienza - Università di Roma recante il “Bando per il conferimento contributi a sostegno dell’assistenza alla comunicazione – a.a. 2025-26”; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202515127

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: bando dell'Università Sapienza per il conferimento di contributi a sostegno dell'assistenza alla comunicazione per l'anno accademico 2025-2026

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La parte ricorrente ha impugnato il bando universitario e gli atti presupposti, connessi e consequenziali, chiedendone l'annullamento e, in via incidentale, la sospensione. Dal testo dell'ordinanza emerge che le censure riguardano questioni di particolare rilevanza giuridica attinenti all'effettività del diritto allo studio e all'inclusione delle persone con disabilità, anche sotto i profili della non discriminazione e degli accomodamenti ragionevoli. Il testo non specifica le singole disposizioni del bando censurate né i distinti vizi di legittimità dedotti.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione e competenza, ma non ha accolto allo stato la domanda cautelare mediante una misura interdittiva. Ha disposto la sollecita trattazione del merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., fissando l'udienza pubblica del 15 aprile 2026, ritenendo che l'approfondimento in sede di cognizione piena fosse particolarmente opportuno per la rilevanza delle questioni e per l'impatto del bando sulla fruizione di servizi universitari essenziali. Il Collegio ha inoltre ritenuto non emergenti pregiudizi irreparabili tali da giustificare la sospensione immediata. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La sollecita fissazione dell'udienza di merito può soddisfare le esigenze cautelari quando non emergano pregiudizi irreparabili tali da giustificare misure interdittive.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce base, insieme alla disciplina europea e nazionale sulla protezione dei dati, per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute in caso di diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale fondamento della protezione dei dati relativi alla salute e dell'oscuramento disposto dall'ordinanza.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato, nel testo vigente, quale ulteriore fondamento della tutela dei dati relativi alla salute e dell'oscuramento.

Massime di principio

  • Quando una domanda cautelare riguarda disposizioni incidenti su diritti fondamentali, inclusione e fruizione di servizi essenziali, il giudice può ritenere necessaria una cognizione piena e sollecita del merito, disponendo la fissazione ravvicinata dell'udienza ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.
  • La sollecita fissazione dell'udienza di merito è idonea a soddisfare le esigenze cautelari prospettate quando, allo stato degli atti, non risultino pregiudizi irreparabili tali da rendere necessaria l'adozione di misure cautelari interdittive.

Come è indicizzato

MaterieCarriera degli studentiTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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