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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38302/2025 del 26/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Torino che aveva riconosciuto il diritto alla riparazione per ingiusta custodia cautelare subita dal 22 al 24 febbraio 2018, ritenendo che la condotta fosse stata erroneamente qualificata come delitto ai sensi dell'art. 2 legge 2 ottobre 1967, n. 895, anziché come contravvenzione (art. 4 legge 18 aprile 1975, n. 110), con la conseguenza che l'arresto non sarebbe stato consentito. Il Ministero censura in particolare la mancata valutazione, da parte del giudice della riparazione, della rilevanza di condotte dolose o di colpa grave del Laviola (precedenti, partecipazione a manifestazioni violente, mendacio sulla provenienza della bomboletta) che avrebbero potuto ostare al riconoscimento della riparazione; lamenta inoltre la liquidazione delle spese contro l'Erario senza applicare le norme sul patrocinio a spese dello Stato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso (motivo principale) annullando l'ordinanza impugnata e rinviando alla Corte d'appello di Torino per un nuovo giudizio. La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice della riparazione non abbia applicato correttamente i principi consolidati: avrebbe dovuto verificare se l'insussistenza ab origine delle condizioni per la custodia cautelare sia stata accertata sulla base dei medesimi elementi disponibili al giudice che adottò la misura e valutare se il comportamento del ricorrente (anche mendacio e tenore di vita/partecipazione a manifestazioni violente) abbia concorso, per dolo o colpa grave, a determinare la custodia. I motivi secondari sono stati assorbiti; la Corte d'appello dovrà riesaminare la questione della condotta ostativa e provvedere anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2, legge 2 ottobre 1967, n. 895

    Norma richiamata nella qualificazione iniziale come delitto per detenzione di sostanze irritanti; la Corte rileva che la corretta qualificazione giuridica incide sui limiti edittali e quindi sulla possibilità dell'arresto cautelare

  • art. 4, legge 18 aprile 1975, n. 110

    Norma che disciplina la contravvenzione contestata come alternativa: la derubricazione a contravvenzione è stata la ragione per cui la Corte territoriale aveva escluso la legittimità dell'arresto

  • art. 314, cod. proc. pen. (comma 1 e comma 2 richiamati)

    Disciplina del diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione; la giurisprudenza richiede che l'ingiustizia formale non dia comunque diritto alla riparazione se l'imputato ha dato o concorso a dare causa alla misura per dolo o colpa grave

  • art. 43, cod. pen.

    Definizione legale della nozione di colpa (imprudenza, negligenza, imperizia) utilizzata per valutare la presenza di colpa grave ostativa alla riparazione

  • art. 12, comma 2, d.P.R. 5 ottobre 1991, n. 359

    Norma che indica l'impiego alle forze di polizia del gas CS; richiamata per distinguere la pericolosità chimica dello spray rinvenuto dalle comuni bombolette di difesa personale

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in relazione ai motivi di cassazione (criteri di rimessione e regolazione del processo di legittimità)

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, artt. 82 e 133

    Richiamate nella questione sulle spese: il ricorrente rilevava che, se assistito a spese dello Stato, la liquidazione dei compensi segue criteri particolari; la Corte di cassazione ha lasciato la questione della liquidazione delle spese alla Corte territoriale in sede di rinvio

Massime di principio

  • La sola derubricazione del fatto a reato meno grave non garantisce automaticamente il diritto all'equa riparazione: bisogna valutare se l'imputato abbia avuto un comportamento doloso o di colpa grave che abbia concorso alla misura cautelare
  • La valutazione della sussistenza di condotte ostative deve essere effettuata ex ante, alla stregua degli elementi che erano disponibili al giudice della cautela al momento dell'adozione della misura
  • La colpa grave esclude il diritto alla riparazione; le diverse forme di colpa (anche lieve) possono invece influire sulla quantificazione dell'indennizzo
  • Il mendacio o la reticenza dolosa dell'indagato possono rilevare come comportamento ostativo e concorrente alla custodia cautelare, a differenza dell'esercizio del diritto al silenzio
  • La pericolosità dello strumento detenuto (es. bomboletta contenente gas CS) e la partecipazione abituale a manifestazioni violente sono elementi rilevanti nella valutazione della causazione o del concorso nella decisione cautelare
  • Se emergono rimedi procedurali o questioni di patrocinio a spese dello Stato, la liquidazione delle spese deve essere valutata secondo le norme specifiche e può essere demandata al giudice di rinvio

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