Cassazione Penale, Sentenza n. 25857/2024 del 02/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 06/02/2024 del Tribunale di Catanzaro che aveva respinto l'appello contro il provvedimento del GIP che aveva rigettato la richiesta di revoca o sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere, misura eseguita dal 2 agosto 2022 per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. Il ricorrente deduceva: apparente contraddittorietà della motivazione; esiti di accertamenti patrimoniali della Guardia di Finanza che attesterebbero la regolarità del patrimonio familiare e smentirebbero la qualificazione di intestatario fittizio; dichiarazioni di Roberto Porcaro che escluderebbero il suo coinvolgimento; ed errore trascrittivo che lo avrebbe erroneamente indicato come mediatore in vicende di usura.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico. La Corte ha richiamato il principio di preclusione endoprocessuale: le questioni già decise non possono essere riproposte con argomentazioni diverse. Il Tribunale del riesame aveva correttamente ritenuto che gli elementi nuovi prodotti (accertamenti patrimoniali e dichiarazioni di Porcaro) non incidessero sul quadro indiziario e sulle esigenze cautelari, né sul giudizio di pericolosità sociale che era fondato su elementi positivi già valutati (anche confermati da precedente sentenza del 22/03/2024). Si è rilevato inoltre che la mancanza di accumuli patrimoniali non esclude il coinvolgimento in attività illecite; la presunta svista trascrittiva è stata ritenuta meramente assertiva e non provata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende; è stato disposto l'inoltro degli adempimenti di competenza alla cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma I-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
È il titolo di reato per cui si procede; la gravità del titolo influisce sulla valutazione delle esigenze cautelari e sulla difficoltà di sostituire la custodia in carcere con misure meno afflittive.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma richiamata per la sintetica esposizione dei motivi di ricorso; il ricorso deve essere formulato nei limiti strettamente indispensabili alla motivazione e non può essere generico.
art. 94, comma I-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Dispositivo richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla sentenza (esecuzione delle statuizioni pecuniarie e formalità connesse).
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 23295 del 17/03/2015 (Volpin, Rv. 263627)
Principio di preclusione endoprocessuale: le questioni, una volta decise, non possono essere riproposte anche con argomenti nuovi se attengono a fatto o diritto già esaminati; il Tribunale ha applicato questo principio per dichiarare inammissibile il ricorso generico.
Massime di principio
- Un ricorso contro provvedimenti cautelari deve essere specifico e dirigersi esplicitamente sulle questioni non già decise; deduzioni generiche possono comportare l'inammissibilità.
- I nuovi accertamenti (es. patrimoniali) devono incidere in modo concreto sugli elementi positivi che hanno determinato il giudizio di pericolosità: la mera assenza di consistenti attivi non è di per sé idonea a escludere la partecipazione a reati associativi.
- Le dichiarazioni di coindagati o teste devono essere valutate nella loro attendibilità e rilevanza rispetto agli elementi che hanno giustificato la misura cautelare; affermazioni riduttive del ruolo dell'indagato possono essere insufficienti se il quadro indiziario positivo rimane.
- Errori o inesattezze trascrittive vanno documentati e provati in modo chiaro; una semplice assertività non basta a modificare il giudizio cautelare.
- Se esistono decisioni precedenti che hanno già confermato la misura, il ricorrente deve fornire elementi nuovi e specifici capaci di superare l'effetto preclusivo delle decisioni già adottate.
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