Ordinanza n. 11718/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento DM diniego della concessione della cittadinanza italiana K.10-OMISSIS-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della concessione della cittadinanza italiana per motivi di sicurezza della Repubblica
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale della concessione della cittadinanza italiana, fondato su una relazione dei servizi di sicurezza. Ha chiesto anche tutela cautelare e ha formulato un’istanza istruttoria per l’acquisizione della relazione posta a fondamento del provvedimento. Il testo non specifica ulteriori motivi di illegittimità dedotti contro il diniego.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per difetto del periculum in mora: non è stato dedotto alcun pregiudizio concreto, grave e irreparabile e, considerata la natura del diniego, il ricorrente, già titolare di permesso UE di soggiorno di lungo periodo, può continuare a permanere in Italia, lavorare, godere delle libertà e dei diritti fondamentali e civili, fruire della parità con il cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione e partecipare alla vita politica locale nei limiti indicati dall’art. 9 del testo unico immigrazione. Il Collegio ha invece accolto l’istanza istruttoria, rilevando che il ricorso non era adeguatamente istruito perché non risultava acquisita la relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento del diniego. Ha ordinato al Ministero dell’Interno di depositare la documentazione entro il 14 dicembre 2026, adottando cautele quali stralci e omissis per proteggere le fonti informative e l’attività di intelligence; in alternativa, il Ministero dovrà depositare una relazione sulle specifiche ragioni che impediscano la trasmissione degli atti. La documentazione dovrà essere depositata in doppia busta, sarà esaminabile esclusivamente dal Collegio e dal difensore nella camera di consiglio istruttoria del 16 dicembre 2026, senza estrazione di copia. La causa è stata rinviata per il prosieguo della trattazione e il merito non è stato deciso.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Disposizioni utilizzate per disporre gli incombenti istruttori e regolare l’acquisizione e l’esame della documentazione nel processo amministrativo.
art. 9 d.lgs. 286/1998
Il possesso del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo consente allo straniero di conservare una posizione ampia di permanenza, lavoro, godimento dei diritti fondamentali e accesso ai rapporti con la pubblica amministrazione; tale posizione è stata valorizzata per escludere un pregiudizio grave e irreparabile derivante dal diniego di cittadinanza.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Base normativa richiamata per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel giudizio contro il diniego della cittadinanza, il periculum in mora non può essere desunto dalla sola perdita o mancata acquisizione dello status civitatis quando il ricorrente conserva, in forza del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, il diritto di soggiornare e lavorare in Italia e di esercitare i diritti fondamentali e civili; occorre allegare e dimostrare un pregiudizio concreto, grave e irreparabile.
- Quando il provvedimento impugnato è fondato su una relazione dei servizi di sicurezza non presente agli atti del giudizio, il giudice può disporne l’acquisizione istruttoria, imponendo modalità di deposito e consultazione idonee a bilanciare il diritto di difesa con la tutela delle fonti informative e dell’attività di intelligence.
- La mancata trasmissione della documentazione riservata non può restare priva di giustificazione: l’amministrazione deve depositare gli atti con le necessarie cautele oppure indicare specificamente le ragioni che rendono ragionevole non trasmetterli.
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