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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 896/2024 del 10/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione la decisione che lo ha condannato per danneggiamento aggravato dall'"esposizione del bene alla pubblica fede", sostenendo che al momento del fatto l'autovettura era guidata dal proprietario e quindi soggetta a controllo diretto, sicchè sarebbe venuta meno la circostanza aggravante e la rilevanza penale del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello secondo cui, nonostante la presenza del proprietario alla guida, in concreto questi non poteva esercitare una vigilanza continuativa o prevenire la condotta imprevedibile dell'imputato (lancio di sassi con fionda da una finestra verso veicoli in transito). Ne è conseguita la conferma della sussistenza dell'aggravante, la conservazione della rilevanza penale del fatto e, dunque, della condanna; il ricorrente è altresì condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 2, n. 51438 del 20/10/2017 (PG in proc. Cioffi), Rv. 271332

    Individua la ratio dell'aggravante nell'apprezzamento della minorata possibilità di difesa quando i beni sono posti al di fuori della sfera di diretta vigilanza del proprietario, affidati all'altrui senso di onestà e rispetto.

  • Sez. 2, n. 15604 del 25/03/2021 (Berolo), Rv. 281120

    in tanto può escludersi l'esposizione dei beni a pubblica fede in quanto vi sia la concreta possibilità da parte del titolare del bene oggetto dell'altrui azione aggressiva di esercitare una continuativa vigilanza sul bene. Tuttavia, la presenza del proprietario del bene al momento della condotta di danneggiamento può, in determinati casi, non essere decisiva. ... ove, invece, l'agente abbia fatto affidamento sull'ordinaria impossibilità per il titolare del bene di sorvegliare la cosa propria, indipendentemente dall'accidentale presenza della persona offesa al momento dell'azione aggressiva, l'esposizione alla pubblica fede va ritenuta sussistente

    Stabilisce il criterio pratico: la presenza occasionale del proprietario non esclude automaticamente l'aggravante; rileva la possibilità concreta e continua di vigilanza e la rappresentazione che l'agente deve avere avuto circa l'impossibilità del titolare di prevenire l'azione.

  • Sez. 2, n. 27050 del 12/04/2023 (Mazzei), Rv. 284769

    Conferma che l'aggravante non è configurabile se il bene è custodito personalmente e continuamente dal proprietario, salvo prova contraria: si presume che il titolare, esercitando custodia diretta e continua con la diligenza del caso, possa impedire l'evento dannoso.

Massime di principio

  • La presenza fisica del proprietario al momento del fatto non esclude automaticamente l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede: conta la possibilità concreta e continuativa di vigilanza, non la mera occasionalità della presenza.
  • L'aggravante sussiste quando l'agente ha potuto fare affidamento sull'ordinaria impossibilità del titolare di sorvegliare il bene (es. veicolo in transito, guidato, o comunque non costantemente controllabile), anche se la persona offesa è presente al momento dell'azione.
  • Per escludere l'aggravante il titolare deve dimostrare che esercitava una custodia diretta, continua e diligente tale da impedire l'evento; in caso contrario opera la presunzione di esposizione alla pubblica fede.
  • Nella valutazione conta la modalità concreta dell'attacco: condotte subdole, imprevedibili o realizzate da distanza (es. lanciare sassi da una finestra) rafforzano l'idea di impossibilità di vigilanza e quindi l'aggravante.
  • L'elemento soggettivo dell'agente è rilevante: se l'autore della condotta si è rappresentato l'impossibilità per il titolare di sorvegliare il bene, l'aggravante va ritenuta sussistente.
  • In situazioni analoghe conviene raccogliere e documentare elementi di contesto (posizione del bene, modalità dell'azione, possibilità di intervento del proprietario) perché sono decisivi per valutare l'aggravante.

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