Cassazione Penale, Sentenza n. 12019/2023 del 22/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva erronea applicazione di legge: l'ordinanza del Tribunale che aveva revocato l'ordine di demolizione si era basata su un titolo concessorio (permesso in sanatoria) ritenuto illegittimo dal ricorrente. In particolare si contestava che il permesso era stato rilasciato dopo che il bene era stato acquisito al patrimonio comunale in seguito all'inottemperanza all'ingiunzione comunale di demolizione, sicché mancavano i presupposti per la sanatoria e il Giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto verificare la legittimità e i requisiti (legittimazione del soggetto beneficiario, tempestività della domanda, requisiti strutturali e temporali, conformità in presenza di vincoli e requisiti volumetrici/destinazionali) del titolo abilitativo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che il Tribunale dell'esecuzione ha effettuato una verifica soltanto parziale e non ha adeguatamente valutato profili essenziali (es. requisiti volumetrici e la legittimazione del privato dopo l'acquisizione al patrimonio comunale). Per tali ragioni la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza del 27/05/2021 e ha disposto il rinvio per un nuovo esame al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in diversa composizione fisica, affinché siano compiuti gli accertamenti necessari sulla legittimità e i presupposti del titolo concessorio.
Norme richiamate
Cass. Sez. 3, n. 37470 del 22/05/2019 (Impagliazzo)
Il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del titolo abilitativo rispetto ai presupposti e requisiti richiesti dalla legge per la sanatoria
Cass. Sez. 3, n. 31031 del 20/05/2016 (Giordano)
In sede esecutiva non grava sull'istante un onere probatorio pieno ma un onere di allegazione; spetta al giudice effettuare gli accertamenti
Cass. Sez. 3, n. 55028 del 09/11/2018
Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità e l'efficacia del titolo abilitativo, compresa la conformità delle disposizioni regionali ai principi nazionali
Cass. Sez. 3, n. 42164 del 09/07/2013
Conferma il principio che il giudice dell'esecuzione deve controllare i presupposti e i requisiti formali e sostanziali del rilascio del titolo sanante
Cass. Sez. 3, n. 47402 del 21/10/2014 (Chisci e altro)
L'ordine di demolizione può essere revocato solo se risulta incompatibile con atti amministrativi che hanno effettivamente sanato l'abuso o attribuito diversa destinazione, ma il giudice deve verificarne la legittimità
Cass. Sez. 3, n. 3261 del 17/11/2020 (Ricciardi)
Sottolinea la necessità di adeguata valutazione della legittimazione del soggetto privato quando il bene sia stato acquisito al patrimonio comunale
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità sostanziale e formale del titolo in sanatoria prima di revocare un ordine di demolizione; la verifica deve comprendere presupposti, legittimazione del beneficiario, tempestività della domanda e conformità a vincoli territoriali
- In sede esecutiva l'istante deve solo allegare i fatti rilevanti: l'onere probatorio spetta al giudice che deve compiere gli accertamenti necessari
- Se il titolo concessorio è stato rilasciato dopo l'acquisizione del bene al patrimonio comunale a seguito di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione, il giudice deve esaminare con particolare attenzione la legittimazione del soggetto che chiede la sanatoria
- Va verificata la conformità anche rispetto a vincoli e ai requisiti volumetrici/destinazionali; l'assenza di tali verifiche costituisce motivo di annullamento del provvedimento di revoca dell'ordine di demolizione
- Se il Tribunale dell'esecuzione non compie una valutazione completa e motivata sui profili essenziali del titolo, la decisione è impugnabile e la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per nuovo esame in diversa composizione
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