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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32931/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso proposto avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria che non aveva convalidato l'arresto eseguito per furto di energia elettrica contestato agli artt. 624 co. 1 e 2 e 625 co. 1 nn. 2 e 7 cod. pen. Il Procuratore ha censurato la decisione del Tribunale che aveva escluso l'aggravante di cui all'art. 625 n. 7 ritenendo che l'energia fosse destinata a uso privato (abitazione) e non a un servizio pubblico, con conseguente difetto di querela e carenza di procedibilità d'ufficio.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Il Collegio ha concluso che l'arresto era legittimamente eseguito dalla polizia giudiziaria e che il Tribunale aveva erroneamente escluso l'aggravante. La Corte ha ribadito il principio secondo cui, nel furto di energia elettrica mediante allacciamento abusivo ai terminali collocati in proprietà privata, rileva la destinazione finale dell'energia a un pubblico servizio e non l'esposizione alla pubblica fede durante il transito. Ha inoltre richiamato il limite del controllo del giudice della convalida, che è di mera ragionevolezza rispetto alla valutazione svolta dagli agenti. Per tali ragioni l'ordinanza di non convalida è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Definisce il delitto di furto; la Corte valuta la procedibilità alla luce delle modifiche normative intervenute

  • art. 625 cod. pen.

    Contiene le aggravanti del furto; in particolare il n. 7 riguarda la sottrazione di cose destinate a pubblico servizio e determina la procedibilità d'ufficio

  • art. 381 cod. proc. pen.

    Regola il controllo del giudice della convalida sull'arresto in flagranza: verifica limitata alla mera ragionevolezza degli elementi noti al momento

  • D.Lgs. n. 150/2002 (Riforma Cartabia)

    art. 2 del decreto, modifica della procedibilita nei delitti di furto e sostituzione del terzo comma di art. 624

    Ha rimodulato la procedibilità dei furti prevedendo in generale la procedibilità a querela della persona offesa salvo alcune eccezioni tra cui le circostanze dell'art. 625 (es. n. 7) che mantengono la procedibilità d'ufficio

Massime di principio

  • Nelle fattispecie di furto di energia elettrica mediante allacciamento abusivo, per valutare l'aggravante ex art. 625 n. 7 bisogna considerare la destinazione finale dell'energia (se destinata a un pubblico servizio) e non la circostanza che l'allacciamento sia interno a proprietà privata
  • Se è configurabile l'aggravante di cui all'art. 625 n. 7, il furto resta procedibile d'ufficio anche dopo le modifiche del D.Lgs. 150/2002 che hanno in generale previsto la procedibilità a querela per alcuni furti
  • Il giudice della convalida dell'arresto in flagranza effettua un controllo di mera ragionevolezza sugli elementi disponibili al momento dell'arresto e non può sostituire la propria valutazione con un esame approfondito della responsabilità penale o delle esigenze cautelari
  • Se l'arresto è stato eseguito legittimamente e la questione attiene alla correttezza dell'intervento degli agenti su una fase perentoria, la Corte può annullare senza rinvio il provvedimento del giudice della convalida quando il riesame non produrrebbe effetti sostanziali
  • In situazioni analoghe è opportuno documentare la destinazione del servizio e la natura dell'energia sottratta (es. rete pubblica, erogatore pubblico/privato ma destinazione pubblica) per sostenere la procedibilità d'ufficio

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