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Sentenza

Sentenza n. 613/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500522

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Palmi, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio della Carta del docente per gli anni scolastici dal 2017/2018 al 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Palmi, Sezione Lavoro, che aveva dichiarato il suo diritto al beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, l. n. 107/2015 per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero all’adozione degli atti necessari a consentirne il godimento tramite la Carta del docente. La sentenza era stata notificata al Ministero il 5 febbraio 2025 ed era passata in giudicato. Poiché l’amministrazione non aveva dato tempestiva esecuzione al giudicato, la ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza. Nel corso del giudizio ha documentato che, in data 12 gennaio 2026, il gestore della procedura aveva accreditato nel borsellino elettronico l’importo riconosciuto, mediante accredito del voucher, chiedendo pertanto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il credito riconosciuto dalla sentenza ottemperanda era stato integralmente soddisfatto mediante l’accredito dell’importo nella Carta del docente. Ha tuttavia posto le spese di giudizio a carico del Ministero, applicando il criterio della soccombenza virtuale o sostanziale, poiché l’esecuzione era intervenuta tardivamente, dopo la notifica del ricorso per ottemperanza e a distanza di tempo dalla notificazione della sentenza passata in giudicato. Le spese sono state liquidate in € 250,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. È stata ordinata l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell’ambito del quale la ricorrente aveva chiesto l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale è stata integralmente soddisfatta.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio della Carta del docente riconosciuto alla ricorrente dalla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997

    È richiamato in relazione alla notificazione della sentenza del giudice del lavoro al Ministero.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere deve essere dichiarata nel giudizio di ottemperanza quando l’amministrazione, anche nel corso del processo, abbia integralmente soddisfatto la pretesa riconosciuta dal giudicato.
  • L’esecuzione tardiva del giudicato non impedisce la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, ma giustifica la condanna dell’amministrazione alle spese se l’adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la documentata integrale soddisfazione del credito o della posizione riconosciuta dal giudicato esclude la necessità di ulteriori statuizioni conformative o esecutive sulla domanda principale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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