Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 122/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento - dell'ordinanza dirigenziale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n° 60 del 12.03.2025 emessa dal Comune di Melito di Napoli con istanza di sospensione;

Giustizia amministrativa202501983

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un balcone abusivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione di un balcone realizzato senza titolo, sostenendo, in primo luogo, che il Comune non avesse valutato le conseguenze dell'abbattimento sulla statica dell'edificio, poiché il balcone avrebbe costituito un corpo unico con il solaio e la sua rimozione avrebbe potuto pregiudicare le parti legittime. In secondo luogo, ha dedotto che l'abuso fosse risalente nel tempo e fosse stato tollerato dall'amministrazione per oltre vent'anni, anche mediante il computo della relativa superficie ai fini TARI, così ingenerando un affidamento. Infine, ha contestato la propria legittimazione passiva, affermando di essere entrata nella disponibilità dell'alloggio nel 2005 quando l'abuso era già esistente e di non essere né proprietaria dell'immobile né autrice dei lavori. Nel corso del giudizio il Comune ha depositato una relazione tecnica, dalla quale risultava che il balcone non era presente nell'accatastamento del 12 dicembre 2005, mentre risultava nelle immagini di Google Street View del settembre 2011; poiché la ricorrente risiedeva nell'immobile ininterrottamente dal 20 ottobre 2005, l'amministrazione l'aveva individuata quale esecutrice dell'abuso. La relazione riferiva inoltre dell'attività repressiva avviata nei confronti di numerosi analoghi abusi edilizi nell'intero insediamento. La ricorrente non ha contestato tali risultanze né ha svolto ulteriori difese.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Quanto alla dedotta compromissione della statica, ha affermato che, prima dell'adozione dell'ordine di demolizione, l'amministrazione non è tenuta a valutare se la rimozione dell'abuso possa arrecare pregiudizio alle opere legittime. Spetta al privato dimostrare rigorosamente, nella fase esecutiva e prima del compimento degli atti esecutivi, l'oggettiva impossibilità di demolire l'abuso senza pregiudicare la parte conforme; solo in tale eventualità può venire in rilievo la fiscalizzazione, avente carattere eccezionale e derogatorio. Quanto alla legittimazione passiva, il Collegio ha ritenuto sufficienti gli elementi istruttori prodotti dal Comune: l'assenza del balcone nell'accatastamento del 2005, la sua successiva presenza nel 2011 e la residenza continuativa della ricorrente nell'immobile dal 2005 consentivano di riferire a quest'ultima la realizzazione dell'opera. La mancata contestazione di tali elementi ha ulteriormente consolidato la ricostruzione amministrativa. Il decorso del tempo e la tolleranza dell'abuso, anche se accompagnata dal calcolo della superficie ai fini TARI, non hanno fatto sorgere un affidamento tutelabile e non impediscono l'adozione dell'ordine di demolizione. L'abuso edilizio costituisce infatti una lesione permanente dei valori tutelati e il dovere repressivo non viene meno per la connivenza o la mancata conoscenza dell'amministrazione. La ricorrente è stata condannata alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 3.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • artt. 33 e 34 d.P.R. 380/2001

    Il potere di disporre la c.d. fiscalizzazione degli abusi ha valore eccezionale e derogatorio.

    La fiscalizzazione può rilevare quando sia concretamente dimostrata l'impossibilità di demolire l'abuso senza pregiudicare la parte conforme; tale dimostrazione deve essere fornita dal privato nella fase esecutiva e prima del compimento degli atti esecutivi.

  • d.P.R. 380/2001

    La disciplina repressiva dell'abuso edilizio consente l'adozione dell'ordine di demolizione anche a distanza di tempo dalla realizzazione dell'opera, senza che la tolleranza amministrativa o il computo fiscale della superficie abusiva generino un affidamento tutelabile.

Massime di principio

  • Prima dell'adozione di un ordine di demolizione, l'amministrazione non è tenuta a verificare d'ufficio se la rimozione dell'abuso possa compromettere la statica delle opere legittime; spetta al privato dimostrare rigorosamente, nella fase esecutiva e prima del compimento degli atti esecutivi, l'oggettiva impossibilità di demolire senza pregiudizio per la parte conforme.
  • La fiscalizzazione dell'abuso edilizio ai sensi degli artt. 33 e 34 d.P.R. 380/2001 ha carattere eccezionale e derogatorio e può essere invocata solo in presenza di una concreta impossibilità di demolizione senza pregiudizio per la parte conforme, previamente rappresentata all'amministrazione.
  • La risalenza dell'abuso edilizio e la tolleranza, anche implicita, dell'amministrazione non fanno sorgere un affidamento del privato meritevole di tutela e non impediscono l'adozione dell'ordine di demolizione, poiché l'abuso determina una lesione permanente degli interessi pubblici tutelati.
  • Il pagamento o il calcolo di tributi comunali sulla superficie di un manufatto abusivo non legittima l'opera, non sana l'abuso e non preclude l'esercizio del potere repressivo edilizio.
  • Gli elementi istruttori costituiti dalla comparazione della situazione catastale e delle immagini successive, unitamente alla presenza continuativa del soggetto nell'immobile durante il periodo di realizzazione, possono fondare l'imputazione dell'abuso; la mancata contestazione specifica di tali elementi rileva nel giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniProcedimento disciplinare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.