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Sentenza

Sentenza del 28/04/2017 n. 10550 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente contestava l'avviso di accertamento ICI relativo all'annualità 2004, sostenendo: che il diritto di superficie sul parcheggio interrato e sul centro talassoterapico fosse sorto solo al collaudo delle opere e non alla stipula delle convenzioni; che esistesse un'esenzione convenzionale dal pagamento dell'ICI; e che la base imponibile dovesse essere azzerata o ulteriormente ridotta in ragione degli oneri di adattamento del terreno e dei valori di aree analoghe.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'interpretazione delle convenzioni secondo cui il diritto di superficie era stato costituito immediatamente, mentre il collaudo determinava soltanto l'inizio del periodo di gestione di ottantacinque anni. Il motivo sull'esenzione convenzionale è stato dichiarato inammissibile perché la ricorrente non aveva riprodotto le clausole invocate e, comunque, l'art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997 riguarda la potestà regolamentare degli enti locali, non la possibilità di introdurre deroghe tributarie mediante semplici accordi contrattuali. È stato dichiarato inammissibile anche il motivo sulla base imponibile, poiché non era stato riprodotto l'avviso di accertamento, impedendo alla Corte di verificare i calcoli. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio, liquidate in 2.200 euro oltre spese generali, accessori e ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • Art. 952 c.c.

    Il diritto di fare e mantenere al disopra del suolo una costruzione a favore di altri, che ne acquista la proprietà

    La norma definisce il diritto di superficie sopra il suolo. Nel caso concreto, la Corte ha ritenuto che le convenzioni avessero costituito immediatamente il diritto di fare e mantenere l'opera.

  • Art. 955 c.c.

    Diritto di fare e mantenere costruzioni al disotto del suolo altrui

    La disposizione è stata richiamata per assimilare, quanto a natura e regime, il diritto di superficie relativo alle opere sotterranee, come il parcheggio interrato.

  • Art. 953 c.c.

    È stato richiamato in relazione al termine finale del diritto di superficie. Il termine di ottantacinque anni decorreva dal collaudo dell'opera, ma ciò non modificava la costituzione immediata del diritto.

  • Artt. 1362, 1363, 1366 e 1370 c.c.

    I criteri di interpretazione contrattuale non risultavano violati: il giudice di merito aveva correttamente valorizzato il tenore letterale delle convenzioni e lo aveva coordinato con le altre clausole.

  • Art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997

    La norma riguarda la potestà regolamentare degli enti locali e non legittima, di regola, esenzioni o deroghe tributarie introdotte mediante mere convenzioni contrattuali.

  • Art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 504/1992

    La norma disciplina i parametri per la determinazione della base imponibile ICI. La censura è stata dichiarata inammissibile perché il ricorso non riportava l'avviso di accertamento e non consentiva di verificare concretamente il calcolo.

  • Art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. n. 115/2002

    A seguito del rigetto del ricorso, la ricorrente è stata dichiarata obbligata al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • Quando una convenzione usa formule immediate come "concede e costituisce", il diritto reale può considerarsi sorto alla stipula; un successivo collaudo può incidere sulla decorrenza della gestione o della durata, senza necessariamente posticipare la costituzione del diritto.
  • Nel ricorso per cassazione è essenziale riprodurre le clausole contrattuali, gli atti impositivi e gli elementi di calcolo sui quali si fonda la censura. La mancata trascrizione può comportare l'inammissibilità per violazione del principio di autosufficienza.
  • Le esenzioni o deroghe tributarie non si presumono e non possono normalmente essere ricavate da accordi negoziali privi di una chiara base normativa; la potestà regolamentare comunale non equivale alla libertà di stipulare esenzioni individuali.
  • La contestazione della base imponibile deve confrontarsi puntualmente con i criteri legali e con il contenuto dell'avviso di accertamento, dimostrando in modo documentato l'errore nel calcolo.
  • In sede di legittimità la Corte non rivaluta liberamente l'interpretazione del contratto o i fatti economici: verifica soprattutto il rispetto dei criteri giuridici di interpretazione, la completezza degli atti trascritti e la coerenza della motivazione.

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