Sentenza n. 3200/2026 - Roma, Sezione 3B
Per l'esecuzione del giudicato costituito dalla sentenza n. 9358/2024 emessa dal Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, Giudice Dott.ssa Baroncini, resa all'esito del giudizio di cui al R.G. n. 40113/2023, pubblicata in data 25.09.2024, notificata in data 09.11.2024, passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero all'obbligo di dare esecuzione a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che riconosceva il diritto della docente al beneficio economico della Carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto di accertare l'inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla sentenza passata in giudicato del Tribunale ordinario di Roma, Sezione Lavoro, e di disporre le misure necessarie per la sua esecuzione. La sentenza del giudice ordinario aveva accertato il diritto della docente a usufruire del beneficio economico previsto per l'aggiornamento e la formazione del personale docente dalla Carta elettronica del docente, con conseguente obbligo ministeriale di accreditare gli importi relativi agli anni scolastici indicati nella pronuncia. La ricorrente ha dedotto che l'Amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato. Il Ministero si è costituito con un atto di mero stile, senza fornire chiarimenti o indicazioni sull'avvenuta esecuzione né dedurre sopravvenienze ostative.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso nei termini e nei limiti della motivazione, ritenendo accertata l'inottemperanza del Ministero. Ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, quanto all'obbligo dell'Amministrazione di conformarsi al giudicato nel caso deciso. Nel caso concreto, l'attività richiesta al Ministero dalla sentenza del Tribunale ordinario non risultava eseguita e non emergevano dagli atti elementi idonei a dimostrare il contrario o a giustificare l'inadempimento. Il Ministero è stato quindi condannato a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'eventuale perdurante inadempimento è stato nominato commissario ad acta il direttore generale ministeriale competente, senza facoltà di delega e senza compenso, con ulteriori 60 giorni decorrenti dalla scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 600 euro per spese processuali, oltre accessori di legge, con distrazione.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
L'azione di ottemperanza può essere proposta per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, al fine di conseguire l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato nel caso deciso.
art. 1 l. 107/2015
beneficio economico di cui alla Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
Costituisce la base normativa del beneficio economico riconosciuto alla docente dal titolo giudiziale da eseguire.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è esperibile davanti al giudice amministrativo per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, limitatamente all'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al contenuto del giudicato nel caso deciso.
- Quando l'amministrazione non dimostra di avere eseguito il titolo giudiziale né indica sopravvenienze o altri elementi ostativi, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inadempimento e ordinare l'esecuzione della pronuncia entro un termine perentorio.
- In caso di perdurante inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, individuandolo nell'organo amministrativo competente e fissando il termine per l'esecuzione sostitutiva.
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