Cassazione Penale, Sentenza n. 22835/2025 del 17/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva: 1) violazione dell'art. 648 c.p., sostenendo che la condanna per ricettazione si sia basata sul mero possesso di cinque biciclette senza prova della loro provenienza illecita; la Corte territoriale avrebbe omesso di argomentare come la sola detenzione in un mercatino rionale di oggetti di scarso valore costituisca prova della provenienza delittuosa; 2) vizio di motivazione nella rideterminazione della pena dopo la parziale riforma (da sei a cinque biciclette), poiché la Corte non avrebbe spiegato quale fosse la condotta più grave, la pena base e gli aumenti per i reati satelliti e non avrebbe applicato correttamente i criteri di calcolo della continuazione.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il primo motivo fondato: ha ritenuto insufficiente la sola mera detenzione delle biciclette, privi di caratteristiche oggettive che permettano di desumere automaticamente la provenienza illecita, e che non sono emersi elementi indiziari univoci a supporto della provenienza delittuosa delle biciclette diverse da quella certa relativa a un singolo furto. Per tali ragioni la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata (annullamento senza rinvio della condanna per ricettazione) nella parte necessaria.
Norme richiamate
art. 648 cod. pen.
La Corte ricorda che la ricettazione richiede elementi che permettano di ritenere la provenienza delittuosa del bene; la mera detenzione non è sufficiente se non emergono caratteristiche oggettive o indizi univoci della provenienza illecita. Si richiama altresì il quarto comma dell'art. 648 in riferimento alla particolare tenuità valutata in primo grado.
art. 610 co. 5 e art. 611 co. 1-bis e ss. c.p.p.
Norme procedurali che regolano la trattazione in camera di consiglio senza discussione orale; la decisione è stata trattata in camera di consiglio per mancata richiesta di trattazione orale nei termini.
Giurisprudenza: Cass. Sez. 1, n. 46419 del 18/09/2019 (Failla, Rv. 277334-01)
Richiamato il principio consolidato secondo cui la provenienza delittuosa può essere desunta anche da elementi di ordine logico e dalle caratteristiche del bene, ma la Corte specifica i limiti di tale desunzione quando i beni non mostrano caratteristiche oggettive indicative di illecita circolazione.
Massime di principio
- La mera detenzione di beni comuni e di scarso valore, senza elementi oggettivi o indizi univoci sulla loro provenienza, non è sufficiente a integrare il reato di ricettazione: è necessaria una valutazione complessiva e motivata di elementi logici e probatori.
- Beni con caratteristiche identificative (es. telefoni con IMEI, armi, documenti, beni con marchi o provenienza tracciabile) possono più facilmente giustificare la presunzione di provenienza illecita; beni ordinari e di basso valore richiedono indizi aggiuntivi.
- Non è consentito dedurre automaticamente, dal fatto che una delle cose in possesso dell'imputato è provento di furto, che tutte le altre beni in suo possesso abbiano la stessa provenienza senza elementi indiziari specifici e univoci.
- Se il giudice riduce il numero di fattispecie riconosciute (es. da sei a cinque oggetti) deve motivare chiaramente la determinazione della pena: individuazione della condotta più grave, determinazione della pena base e delle eventuali maggiorazioni per continuazione o concorso, con calcoli distinti per i reati satelliti.
- La clausola di riserva (impossibilità di considerare ricettazione se il medesimo soggetto è autore del reato presupposto) va tenuta presente nell'accertamento: se è comprovato che l'imputato ha commesso il furto, non possono sussistere gli elementi per la ricettazione per lo stesso bene.
- In situazioni analoghe è prudente per l'accusa raccogliere elementi probatori specifici sulla provenienza illecita (denunce di furto, segni distintivi, dichiarazioni di terzi, riscontri investigativi) prima di sostenere una ricettazione basata su mera detenzione.
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