Sentenza del 19/10/2017 n. 775 - Corte di Giustizia UE
Rinvio pregiudiziale - Fiscalità - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Diritto alla detrazione - Presupposti per l'esercizio - Articolo 273 - Provvedimenti nazionali - Fattura emessa da un contribuente dichiarato "inattivo" dall'amministrazione tributaria - Rischio di evasione - Diniego del diritto alla detrazione - Proporzionalità - Rifiuto di prendere in considerazione prove dell'assenza di evasione o di perdita fiscale - Limitazione nel tempo degli effetti dell'emananda sentenza - Insussistenza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente contestava il diniego della detrazione di 45.680 RON di IVA relativa a servizi fatturati dalla SC Rom Packaging SPRL. Il fornitore era stato dichiarato "inattivo" e cancellato dal registro dei soggetti passivi IVA prima della stipula e dell'esecuzione del contratto. La normativa rumena negava automaticamente al cliente la detrazione, anche se l'inattività era stata soltanto pubblicata online e anche senza consentire al contribuente di dimostrare l'effettività dell'operazione, l'assenza di frode o l'avvenuto versamento dell'IVA.
La decisione
La Corte di giustizia ha dichiarato che la direttiva 2006/112/CE osta a una normativa nazionale che neghi in modo sistematico e definitivo il diritto alla detrazione solo perché il fornitore è stato dichiarato inattivo, anche quando tale informazione è pubblicamente accessibile su Internet. Gli Stati membri possono imporre controlli ragionevoli e misure antifrode, ma non possono trasferire sul cliente l'attività di controllo dell'amministrazione né impedire qualsiasi prova contraria. Il diniego è ammissibile solo se, sulla base di elementi oggettivi, è dimostrato che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere di partecipare a una frode. La Corte ha inoltre rifiutato di limitare nel tempo gli effetti della sentenza.
Norme richiamate
Direttiva 2006/112/CE, articolo 168, lettera a)
Nella misura in cui i beni e i servizi sono impiegati ai fini di sue operazioni soggette ad imposta, il soggetto passivo ha il diritto ... di detrarre ... l'IVA dovuta o assolta ... per i servizi che gli sono ... resi da un altro soggetto passivo.
Il diritto alla detrazione costituisce un principio fondamentale e parte integrante del sistema IVA, esercitabile quando ricorrono i requisiti sostanziali, salvo frode o abuso dimostrati.
Direttiva 2006/112/CE, articolo 178, lettera a)
Per poter esercitare il diritto a detrazione, il soggetto passivo deve ... essere in possesso di una fattura redatta conformemente ... alla direttiva stessa.
La fattura costituisce una condizione formale per l'esercizio della detrazione, ma il rispetto dei requisiti formali non può essere usato per negare automaticamente la detrazione quando i requisiti sostanziali sono provati.
Direttiva 2006/112/CE, articolo 273
Gli Stati membri possono stabilire altri obblighi che essi ritengono necessari ad assicurare l'esatta riscossione dell'IVA e ad evitare le evasioni.
Gli Stati possono adottare misure antifrode e richiedere verifiche ragionevoli, ma tali misure devono rispettare proporzionalità e neutralità dell'IVA e non possono rimettere sistematicamente in discussione il diritto alla detrazione.
Regolamento (UE) n. 904/2010, articoli 17 e 23
Gli Stati membri archiviano ... i dati riguardanti i numeri di identificazione IVA ... che hanno perso validità; l'amministrazione può presumere che una persona abbia cessato la sua attività economica in determinate circostanze.
I registri e le banche dati fiscali servono alla cooperazione amministrativa e alla prevenzione delle frodi, ma la pubblicazione dello status di inattività non dimostra di per sé una frode concreta nell'operazione specifica.
Articolo 267 TFUE
Consente ai giudici nazionali di sottoporre alla Corte di giustizia questioni sull'interpretazione del diritto dell'Unione necessarie per decidere la controversia.
Articolo 4, paragrafo 3, TUE e articolo 325 TFUE
Impongono agli Stati membri di adottare misure efficaci per garantire la riscossione delle entrate dell'Unione e contrastare le frodi, nel rispetto dei principi di proporzionalità e dei diritti derivanti dal sistema IVA.
Massime di principio
- Lo status fiscale irregolare o inattivo del fornitore può giustificare controlli e costituire un indizio di rischio, ma non comporta automaticamente la perdita della detrazione IVA del cliente.
- Il diniego della detrazione richiede elementi oggettivi che dimostrino una frode, un abuso o la consapevolezza del cliente; una presunzione assoluta fondata soltanto sull'iscrizione in un registro pubblico è sproporzionata.
- Al contribuente può essere richiesto un controllo semplice e ragionevole, come la consultazione di un registro fiscale pubblico, ma non indagini complesse sostitutive dei controlli dell'amministrazione.
- Quando l'operazione è effettiva, la fattura è regolare e i requisiti sostanziali sono provati, deve essere garantita la neutralità dell'IVA; eventuali irregolarità del fornitore vanno perseguite principalmente nei suoi confronti.
- Una normativa nazionale è incompatibile con il diritto dell'Unione se il diniego della detrazione è definitivo e non consente al contribuente di dimostrare l'assenza di evasione, di perdita di gettito o l'effettivo pagamento dell'IVA.
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