Sentenza n. 630/2026 - Catania, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Messina, sezione lavoro, n. 1125 del 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina, sezione lavoro, n. 1125 del 2024, relativa al diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina, sezione lavoro, n. 1125 del 2024, passata in giudicato e notificata in forma esecutiva al Ministero dell’istruzione e del merito. La sentenza aveva accertato il diritto del docente alla fruizione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, prevista dall’art. 1, comma 121, l. n. 107/2015, per gli anni scolastici indicati nel titolo giudiziale. Dedotta l’inerzia dell’Amministrazione, il ricorrente ha chiesto l’esecuzione coattiva del giudicato. Il Tribunale ha rilevato inoltre il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha accertato che la sentenza del Tribunale di Messina era irrevocabile, era stata ritualmente notificata all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva e che era decorso il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale della Direzione per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di provvedere in via sostitutiva, su richiesta del ricorrente, entro ulteriori sessanta giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 500,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione costituisce il fondamento del diritto alla fruizione della Carta elettronica riconosciuto dal titolo giudiziale posto in esecuzione.
art. 14 d.l. n. 669/1996
termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione
Il decorso del termine dilatorio costituisce presupposto per procedere all’esecuzione coattiva nei confronti dell’Amministrazione debitrice.
art. 147, comma 1, lett. a), l. n. 388/2000
La disposizione è richiamata quale norma modificativa dell’art. 14 d.l. n. 669/1996.
art. 44, comma 3, lett. a), d.l. n. 269/2003, come modificato dalla l. n. 326/2003
La disposizione è richiamata quale ulteriore modifica della disciplina del termine dilatorio per l’esecuzione nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale sia passato in giudicato, sia stato notificato all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva e sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge per l’esecuzione nei confronti della Pubblica Amministrazione.
- In presenza dell’inerzia dell’Amministrazione nell’esecuzione di un giudicato, il giudice dell’ottemperanza può ordinare l’adempimento entro un termine prefissato e disporre, per l’eventuale ulteriore inadempimento, l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta, anche con facoltà di delega.
- Il commissario ad acta nominato nel giudizio di ottemperanza può essere incaricato di provvedere in via sostitutiva su richiesta della parte interessata, entro il termine stabilito dal giudice.
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