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Ordinanza

Ordinanza n. 403/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) n. 6288/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202600122

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il diniego o l'ostacolo amministrativo al rilascio del titolo di soggiorno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

L'appellante ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Lazio deducendone l'erroneità, in relazione alla propria estraneità rispetto alle ragioni impeditive valorizzate dall'amministrazione e alla situazione concreta documentata. In particolare, ha rappresentato di essere lavorativamente inserito nel territorio nazionale e di disporre di idonea sistemazione alloggiativa, nonostante i vizi della fase genetica del rapporto non fossero a lui imputabili. La pretesa cautelare è stata ricondotta alla necessità di valutare i presupposti per il rilascio di un permesso temporaneo di soggiorno per attesa occupazione. È stato inoltre dedotto il rischio di un pregiudizio irreparabile nelle more della definizione del giudizio, in assenza di elementi indicativi della pericolosità sociale dello straniero.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello cautelare e, riformando l'ordinanza del TAR, ha accolto l'istanza cautelare proposta in primo grado. Il fumus boni iuris è stato ravvisato, in via prima facie, sia nell'estraneità dell'interessato alle ragioni impeditive valorizzate dall'amministrazione, sia nella documentata integrazione lavorativa e abitativa sul territorio nazionale, alla luce dell'orientamento della Sezione volto a valorizzare le peculiarità del caso concreto e a consentire la valutazione dei presupposti per un permesso temporaneo per attesa occupazione. Il periculum in mora è stato riconosciuto nel rischio di un pregiudizio irreparabile, non bilanciato da elementi contrari riferibili alla pericolosità sociale. La segreteria è stata incaricata di trasmettere l'ordinanza al TAR per la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, a seguito dell'accoglimento della domanda cautelare, la sollecita fissazione dell'udienza di merito da parte del giudice di primo grado.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, il fumus boni iuris può essere riconosciuto quando lo straniero risulti estraneo alle ragioni impeditive valorizzate dall'amministrazione e la situazione concreta documenti un effettivo inserimento lavorativo e abitativo nel territorio nazionale, soprattutto se i vizi della fase genetica del rapporto non siano a lui imputabili.
  • La valutazione della possibilità di rilasciare un permesso temporaneo di soggiorno per attesa occupazione deve tenere conto delle peculiarità concrete della posizione dello straniero, inclusi l'inserimento lavorativo, la disponibilità di un alloggio e l'assenza di profili di pericolosità sociale.
  • Il periculum in mora sussiste quando, nelle more della definizione del giudizio, il provvedimento amministrativo possa arrecare allo straniero un pregiudizio irreparabile non bilanciato da elementi concreti indicativi della sua pericolosità sociale.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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