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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11325/2026 del 26/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme e beni ritenuti profitto di reati tributari (art. 11 e art. 4 d.lgs. 74/2000). Il Lalli deduceva: 1) assenza del fumus del reato di sottrazione fraudolenta all'imposta perché il patrimonio (in particolare un immobile in Sardegna valutato 29 milioni) sarebbe stato idoneo a garantire le pretese erariali; 2) insussistenza del periculum in mora per la presenza di ipoteche gravanti sugli immobili e per il rischio che il sequestro stessi ostacolasse le procedure esecutive pendenti; 3) irragionevolezza e sproporzione dell'entità del sequestro, eccedente il profitto contestato e incidente sulla sussistenza minima della famiglia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame si sia correttamente attenuto alla sentenza di annullamento con rinvio, avendo esaminato il punto devoluto e tenuto conto di elementi sopravvenuti (annotazione P.G. con stima aggiornata dell'Agenzia delle Entrate). Il Tribunale ha motivatamente preferito la stima più recente e metodologicamente fondata (valore dell'immobile in Sardegna ridotto a circa 6.300.000 euro) e ha considerato le molteplici iscrizioni e vincoli che riducono la possibilità di aggredire i beni. Ne è conseguita la conferma della sussistenza sia del fumus che del periculum in mora nei termini decisi dal riesame. Il motivo relativo alla proporzionalità non è stato esaminato in Cassazione perché estraneo al punto oggetto del rinvio. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria per inammissibilità colposa.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 11

    Disciplina il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; la Corte ha interpretato il fumus come valutazione ex ante della idoneità del patrimonio a garantire le pretese erariali, tenendo conto non solo del valore nominale ma anche dei vincoli e delle operazioni di disposizione patrimoniale che ne riducano l'efficacia esecutiva

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 4

    Riferito come norma che attiene a profili di illecito tributario il cui profitto è suscettibile di sequestro/confisca; il sequestro è stato disposto anche con riferimento ai profitti ascritti ai reati previsti da tale articolo

  • codice di procedura penale, art. 627

    Norma sul giudizio di rinvio/riesame delle misure cautelari: la Corte conferma che il giudice del rinvio è vincolato al punto dichiarato illegittimo dalla cassazione ma può valutare anche elementi nuovi di fatto prodotti nel giudizio di rinvio

  • codice di procedura penale, art. 623, comma 1, lett. a)

    Rientra nelle norme procedural-cautelari richiamate rispetto ai presupposti del sequestro; la sentenza valuta le esigenze cautelari alla luce degli elementi probatori e delle stime patrimoniali

  • codice di procedura penale, art. 321

    Richiamato in relazione ai poteri e alle garanzie del giudice nel procedimento; la Corte ha ritenuto regolare la motivazione del Tribunale sul fumus e periculum

  • codice di procedura penale, art. 325

    La cassazione in materia di misure cautelari reali è ammessa soltanto per violazione di legge; ciò limita il sindacato sulla motivazione salvo ipotesi di motivazione del tutto assente o meramente apparente

  • codice di procedura penale, art. 311 e 325 (richiamati)

    Richiamati a supporto dei limiti del sindacato di legittimità sulle misure cautelari e della necessità di rispetto del principio di devoluzione integrale del tema decidendum nel riesame

  • codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    Obbligo di motivazione dei provvedimenti cautelari: la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale non fosse mancante né meramente apparente

  • Costituzione, art. 111, comma 6

    Richiamato in tema di ragionevole durata e garanzie processuali; la Corte ha ritenuto che non sia stata violata la garanzia nel procedimento di riesame deciso

  • codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la condanna alle spese e, in caso di colpa nella proposizione del ricorso, la sanzione pecuniaria: applicata alla inammissibilità del ricorso

  • codice di procedura penale, art. 275

    Richiamato in relazione ai poteri di sequestro e alle garanzie procedurali; non è stato però decisivo perché la questione di proporzionalità non è stata esaminata in Cassazione

Massime di principio

  • In giudizio cautelare relativo a sequestro per profitto di reato tributario il fumus va valutato ex ante sulla reale capacità patrimoniale dell'indagato di soddisfare le pretese erariali, considerando non solo il valore catastale o di mercato ma anche gli oneri, le iscrizioni/ipoteche e la concreta aggredibilità dei beni
  • Stime patrimoniali aggiornate e metodologicamente fondate (es. procedimenti estimativi dell'Agenzia delle Entrate) possono essere preferite a valutazioni pregresse se più attendibili; il giudice può legittimamente motivare la scelta
  • Il pubblico ministero può introdurre elementi nuovi nel giudizio di rinvio/riesame dopo annullamento in Cassazione; il giudice del riesame li deve valutare purché attinenti al punto devoluto
  • La Cassazione, in materia di misure reali, esercita un sindacato principalmente di legittimità: non rivede liberamente le valutazioni di fatto e la motivazione, salvo che questa sia manifestamente assente o meramente apparente
  • Le censure sulla proporzionalità e misura del sequestro devono essere sollevate nell'ambito e nel momento processuale adeguati: se non rientrano nel punto oggetto del rinvio, la Cassazione non le esamina
  • La presenza di ipoteche e altri vincoli sui beni è elemento cruciale per valutare il periculum in mora e la concreta efficacia di eventuali misure esecutive dell'Erario

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