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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19247/2025 del 22/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputata ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per cessione di sostanza stupefacente, deducendo un unico motivo di vizio di motivazione sulla sussistenza della penale responsabilità. Sosteneva che la prova di colpevolezza fosse stata erroneamente tratta dalle dichiarazioni del teste di polizia giudiziaria che aveva effettuato appostamento e osservazione, mentre sarebbero state trascurate le dichiarazioni dell'acquirente, il quale aveva riferito di aver comprato lo stupefacente da un ragazzo di circa 16 anni mai visto prima. Chiedeva l'annullamento della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo riproponesse censure di merito già esaminate e disattese, senza una critica analitica della motivazione impugnata e senza specifiche ragioni di diritto. Ha inoltre rilevato che le doglianze erano in realtà in fatto e che la motivazione della Corte d'appello era logica, congrua e immune da vizi di legittimità, avendo valorizzato l'osservazione diretta della cessione, il fermo dell'acquirente con il sequestro della marijuana e il rinvenimento nell'abitazione dell'imputata di altra sostanza dello stesso tipo e di denaro. Conseguentemente ha condannato la ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamato implicitamente nel riferimento alla valutazione degli elementi probatori e alla loro utilizzabilità nel giudizio abbreviato, quale base della motivazione di merito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito riproporre censure di merito già esaminate dal giudice territoriale, se non mediante una critica analitica della motivazione impugnata e con l'indicazione puntuale delle ragioni di diritto che sorreggono il ricorso.
  • Le doglianze che mirano a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio o che si risolvono nella mera contrapposizione di una diversa lettura dei fatti sono inammissibili in cassazione quando la sentenza impugnata presenti una motivazione logica, coerente e completa.
  • La motivazione è immune da vizi di legittimità quando dia conto, in modo coerente, degli elementi indiziari e probatori posti a fondamento dell'affermazione di responsabilità, anche attraverso il coordinamento tra osservazione diretta degli operanti, sequestro della sostanza all'acquirente e rinvenimento di altra sostanza e denaro presso il luogo di provenienza della cessione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, salvo che emerga assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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