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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28608/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto del 10/02/2025 che ha dichiarato inammissibile, de plano, l'istanza di ammissione alla misura alternativa della detenzione domiciliare per la porzione residua di pena (sei anni di reclusione, con residuo di circa 18 mesi) inflitta per reati di narcotraffico aggravati dall'art. 416-bis. Il ricorrente sosteneva che, alla luce della modifica dell'art. 4-bis L. 354/1975 operata dal d.l. 31/10/2022 n.162 (conv. L. 30/12/2022 n.199), la presunzione di collegamento con l'organizzazione criminale è divenuta relativa e il Tribunale di sorveglianza doveva valutare l'istanza con l'attivazione dei poteri istruttori e mediante contraddittorio, anziché dichiararne subito l'inammissibilità.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando la nullità del decreto impugnato per essere stato adottato de plano al di fuori dei casi consentiti dall'art. 666, comma 2, cod. proc. pen. e senza osservare le forme prescritte dai commi 3 e 4 dello stesso articolo. Ha richiamato la portata della novella dell'art. 4-bis (2022), che ha trasformato la presunzione assoluta di collegamento in presunzione relativa e ha imposto al giudice di sorveglianza obblighi istruttori (richiesta di informazioni al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, acquisizione di pareri del pubblico ministero e, se richiesto, del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, informazioni dall'amministrazione penitenziaria, accertamenti patrimoniali e familiari ecc.). Di conseguenza, il Tribunale di sorveglianza avrebbe dovuto instaurare il contraddittorio e svolgere gli accertamenti necessari. Il provvedimento è stato annullato senza rinvio e gli atti sono trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Caltanissetta per la nuova trattazione nel contraddittorio, ai sensi dell'art. 666, commi 3 e 4, per decisione sulla richiesta di detenzione domiciliare.

Norme richiamate

  • art. 4-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (testo novellato dal d.l. 31/10/2022, n. 162, conv. con mod. dalla L. 30/12/2022, n.199)

    «l'assegnazione al lavoro esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione ... possono essere concessi, anche in assenza di collaborazione con la giustizia ai sensi dell'articolo 58-ter, purché gli istanti dimostrino l'adempimento delle obbligazioni civili e degli obblighi di riparazione pecuniaria ... e alleghino elementi specifici, diversi e ulteriori ... che consentano di escludere l'attualità di collegamenti con la criminalità organizzata ... nonché il pericolo di ripristino di tali collegamenti ...»

    La novella ha trasformato la presunzione da assoluta in relativa: il mancato collaborare non è più di per sé ostativo. Il giudice di sorveglianza deve valutare concretamente il percorso rieducativo e l'assenza di collegamenti, e attivare i poteri istruttori previsti (richiesta di informazioni agli enti competenti, acquisizione di pareri, accertamenti patrimoniali e familiari). Se emergono indizi di collegamenti attuali, l'onere spetta al condannato di fornire elementi di prova contraria entro congruo termine.

  • art. 666, cod. proc. pen. (commi 2, 3 e 4)

    La decisione de plano di inammissibilità è ammessa solo nei casi espressamente previsti (istanze identiche a precedenti rigetti o manifestamente infondate per la palese inesistenza dei presupposti). Se non ricorrono tali condizioni il giudice deve instaurare il procedimento camerale con contraddittorio; l'adozione de plano al di fuori dei casi legittimi determina nullità.

  • art. 127, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla necessità del procedimento camerale partecipato (contraddittorio) prima di decidere sull'istanza, quando non ricorrono i casi che permettono la decisione de plano.

  • arti. 178 e 179, cod. proc. pen.

    La violazione procedurale (adozione del provvedimento de plano senza le forme previste) costituisce nullità di ordine generale e assoluta, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

  • art. 73 e art. 74, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309; art. 416-bis c.p.

    Delitti per i quali è stata inflitta la condanna: rientrano tra i reati 'ostativi' cui si applicano le regole di accesso (ora relative) alle misure alternative di cui all'art. 4-bis.

Massime di principio

  • Dopo la novella del 2022 all'art. 4-bis, la presunzione di mantenimento di collegamenti con l'organizzazione criminale è relativa: il mancato collaborare non è più automaticamente ostativo all'accesso alle misure alternative.
  • Il giudice di sorveglianza deve valutare concretamente il percorso rieducativo e l'assenza di collegamenti (anche potenziali) con la criminalità organizzata, avvalendosi dei poteri istruttori previsti dall'art. 4-bis (richiesta di informazioni, pareri, accertamenti patrimoniali e familiari).
  • Se dall'istruttoria emergono indizi di collegamenti attuali, l'onere di fornire elementi di prova contrari ricade sul condannato, entro un congruo termine fissato dal giudice.
  • La dichiarazione di inammissibilità de plano è consentita solo se l'istanza è identica a una già rigettata o manifestamente infondata; in tutti gli altri casi il giudice deve instaurare il procedimento camerale con contraddittorio ai sensi dell'art. 666 e 127 c.p.p.
  • L'adozione di provvedimenti de plano al di fuori delle ipotesi di legge comporta nullità assoluta, con conseguente annullamento e rimessione degli atti al giudice competente per nuova trattazione nel contraddittorio.

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