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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46902/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in relazione al mancato esame e motivazione sulla memoria e sull'atto di transazione. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e ha disposto il rinvio per nuovo esame sul punto ad altra sezione della Corte di appello di Firenze. Tutto il resto della sentenza di merito è stato confermato.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per bancarotta (documentale e fraudolenta patrimoniale) lamentando la violazione dell'art. 62-bis c.p. e la mancanza di motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche. In particolare ha segnalato che la Corte di appello non aveva valutato una memoria contenente motivi nuovi, trasmessa via PEC il 10 gennaio 2022 e ricevuta, con allegato un atto di transazione sottoscritto anche dal curatore fallimentare attestante un risarcimento (anche se parziale) del danno per i fatti oggetto della condanna; la ricorrente ha sostenuto che tale risarcimento, sebbene tardivo e non idoneo all'attenuante specifica di cui all'art. 62, n. 6, c.p., era comunque valutabile ai fini dell'applicazione delle attenuanti generiche e che la Corte di appello non aveva né preso atto né motivato il rifiuto di considerarlo.

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    Denuncia della violazione per carente motivazione: la Corte di cassazione rileva che le circostanze attenuanti e gli elementi nuovi prodotti (transazione e risarcimento) dovevano essere considerati e adeguatamente motivati; la mancata valutazione costituisce vizio motivazionale.

  • art. 62, n. 6, cod. pen.

    L'attenuante n.6 (soddisfazione della persona offesa) richiede modalità e tempi che, se non rispettati, possono rendere l'attenuante specifica non applicabile; tuttavia l'avvenuto risarcimento, anche se tardivo e inidoneo a far valere l'attenuante specifica, può comunque essere elemento valutabile ai fini delle circostanze attenuanti generiche.

  • art. 219 cod. pen.

    Norma richiamata per la qualificazione del reato di bancarotta fraudolenta aggravata (illecito per il quale l'imputata è stata condannata); la sentenza di cassazione non ha modificato la qualificazione del fatto ma ha limitato l'annullamento al trattamento sanzionatorio relativo alle attenuanti.

Massime di principio

  • Documenti e memorie depositati e ricevuti dalla cancelleria prima dell'udienza devono essere espressamente valutati e motivati; la loro omissione può portare ad annullamento per carenza motivazionale limitatamente agli aspetti influenzati.
  • Un risarcimento o transazione intervenuti tardivamente possono non valere per l'attenuante specifica prevista dall'art. 62 n.6 c.p., ma costituiscono comunque elemento idoneo a influenzare l'applicazione delle circostanze attenuanti generiche.
  • Quando si chiede l'applicazione di attenuanti è importante allegare e documentare chiaramente qualsiasi adempimento risarcitorio e curarne la prova di ricezione (es. PEC), segnalando esplicitamente alla corte la rilevanza ai fini delle attenuanti.
  • La Corte d'appello deve motivare specificamente le ragioni per cui esclude circostanze attenuanti indicate dalla difesa; la mera affermazione generica di assenza di elementi positivi è insufficiente.
  • In caso di omissione motivazionale riguardante le attenuanti, la Cassazione può annullare limitatamente al trattamento sanzionatorio e disporre il rinvio per nuovo esame, senza rimettere in discussione l'accertamento di responsabilità già definito.

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