Cassazione Penale, Sentenza n. 10069/2023 del 09/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro preventivo d'urgenza (finalizzato alla confisca per sproporzione) di beni formalmente intestati alla ricorrente. I motivi dedotti in cassazione erano: (i) violazione del principio del giudice naturale (artt. 25 Cost., 33 e 178 c.p.p.), poi rinunciato; (ii) violazione ed errata applicazione dell'art. 240-bis c.p. pen. per mancata prova, secondo la ricorrente, dell'interposizione fittizia e per aver ella documentato la lecita provenienza dei beni tramite una scheda patrimoniale sottoscritta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame aveva motivato in modo coerente e completo la ritenuta interposizione fittizia e la sproporzione patrimoniale, fondandosi sulle indagini patrimoniali del GICO e su elementi quali i redditi modesti dichiarati, la partecipazione apicale dell'indagato al clan, precedenti fatti di intestazione fittizia nella famiglia Moccia, l'incremento patrimoniale coincidente con la costituzione della società DEPAR e la riconducibilità della gestione ai fratelli Moccia. La Corte ha affermato che non vi è stata inversione dell'onere della prova e che la sproporzione, se valutata insieme ad altri elementi, può avere valore probatorio. Conseguentemente il sequestro e la convalida sono stati ritenuti legittimi e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
La presunzione relativa di illecita accumulazione patrimoniale prevista per la confisca per sproporzione può operare anche rispetto a beni intestati al coniuge se la sproporzione, valutata congiuntamente ad altre circostanze, dimostra la natura simulata dell'intestazione. Tuttavia, quando il bene è formalmente intestato a un terzo che si assume interposto, grava sull'accusa l'onere di dimostrare la divergenza tra titolarità formale e disponibilità effettiva; la sproporzione, pur non essendo sufficiente da sola, può acquisire valore probatorio se corredata da altri elementi indiziari gravi, precisi e concordanti.
art. 325 cod. proc. pen.
Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è consentito solo per vizio di legge ex art. 325 c.p.p.; in tale ambito rientrano errori in iudicando o in procedendo e vizi della motivazione così gravi da renderla priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza.
art. 192, comma 2, cod. proc. pen.
La prova per implicare interposizione fittizia può essere data anche per indizi, ma gli indizi devono avere i requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dall'art. 192, comma 2; il giudice deve esporre perché ritiene sussistente l'interposizione su basi indiziaria.
art. 12-sexies legge 7 agosto 1992, n. 356 (norma richiamata come principio oggi ricompreso in art. 240-bis)
Richiamata quale corrispondente disposizione previgente che introduceva la presunzione relativa circa l'illecita accumulazione patrimoniale; la Corte ne ribadisce la portata interpretativa ora ricompresa nell'art. 240-bis c.p. pen.
art. 416-bis cod. pen.
Norma che disciplina l'associazione di tipo mafioso; i reati contestati all'indagato (capo dell'omonimo clan) costituiscono il contesto fattuale rilevante ai fini dell'accertamento della sproporzione e dell'interposizione fittizia.
art. 25 Cost., art. 33 e art. 178 cod. proc. pen.
Norme richiamate nel primo motivo relativo al principio del giudice naturale e alla legittima composizione del collegio giudicante; il motivo è stato però rinunciato dal difensore e non è stato esaminato nel merito.
Massime di principio
- La presunzione relativa di illecita accumulazione patrimoniale prevista per confisca per sproporzione può estendersi ai beni intestati al coniuge, ma la sproporzione da sola non è sempre sufficiente: deve essere valutata insieme ad altri elementi fattuali.
- Quando si contesta l'interposizione fittizia l'accusa ha l'onere di dimostrare, anche per indizi, con ragioni di gravità, precisione e concordanza, che la titolarità formale non corrisponde alla disponibilità effettiva del bene.
- Il terzo formale (es. coniuge) non è gravato da onere probatorio assoluto, ma deve allegare elementi fattuali idonei a confutare la tesi accusatoria, come documentazione della lecita provenienza dei beni e evidenze anagrafiche/contrattuali coerenti.
- In valutazioni patrimoniali conta il confronto con i redditi e le attività del singolo al momento dei singoli acquisti, non solo al momento dell'applicazione della misura cautelare.
- La prova per interposizione fittizia può derivare da indagini patrimoniali complesse (movimenti, rapporti societari, comportamenti gestionali) e da precedenti di intestazioni fittizie nella stessa cerchia familiare.
- In materia di misure cautelari reali il sindacato in Cassazione è ristretto a vizi di legge o a vizi motivazionali radicali; la mera valutazione degli elementi di fatto in sede di merito tipicamente non è sindacabile in sede di legittimità.
- Se si propone ricorso su più motivi, la rinuncia a uno di essi preclude l'esame di quella censura; il rigetto del ricorso può comportare condanna alle spese processuali.
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