Sentenza n. 3663/2026 - Roma, Sezione 5B
per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana (codice pratica -OMISSIS-), emesso dalla Prefettura di Reggio Emilia in data 10 dicembre 2025; di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compreso il parere negativo della Questura (non conosciuto) citato nel provvedimento;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento della Prefettura di Reggio Emilia di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana iure matrimonii, con richiamo a un parere negativo della Questura
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio relativo alla domanda di acquisto della cittadinanza italiana iure matrimonii ai sensi dell'art. 5 della legge n. 91/1992, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, nonché l'eliminazione degli atti presupposti, connessi e consequenziali, incluso il parere negativo della Questura richiamato nel provvedimento. Dal testo emerge che la controversia riguarda la pretesa al riconoscimento della cittadinanza fondata sul matrimonio e non una concessione discrezionale dell'Amministrazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Ha ritenuto che, nella cittadinanza iure matrimonii, il riconoscimento integri un diritto soggettivo e che gli atti dell'Amministrazione abbiano natura dichiarativa, non costitutiva, una volta verificata la sussistenza dei presupposti legislativi. Di conseguenza, il diniego deve essere contestato mediante domanda di accertamento davanti al giudice ordinario, non ricorrendo una materia di giurisdizione esclusiva amministrativa. Il giudizio può essere trasposto davanti al giudice ordinario secondo l'art. 11 c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 5 l. 91/1992
la concessione della cittadinanza italiana iure matrimonii
La cittadinanza iure matrimonii è ricondotta a una posizione di diritto soggettivo, il cui riconoscimento presuppone la verifica dei requisiti di legge e non l'esercizio di un potere discrezionale costitutivo.
art. 11 c.p.a.
il giudizio potrà essere trasposto secondo le regole dettate dall’art. 11 c.p.a.
Consente la prosecuzione della controversia davanti al giudice ordinario munito di giurisdizione, secondo le regole sulla translatio iudicii.
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, all'esito della camera di consiglio e sentite le parti.
Massime di principio
- La domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana iure matrimonii, quando fondata sulla verifica dei presupposti previsti dalla legge, attiene a un diritto soggettivo e non a una concessione discrezionale dell'Amministrazione.
- Gli atti amministrativi adottati in materia di cittadinanza iure matrimonii hanno natura dichiarativa e non costitutiva, poiché l'Amministrazione si limita ad accertare la sussistenza dei requisiti legali.
- La controversia avverso il diniego di riconoscimento della cittadinanza italiana iure matrimonii appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, salvo che ricorra una specifica ipotesi di giurisdizione esclusiva amministrativa.
- Quando il giudice amministrativo declina la giurisdizione in favore del giudice ordinario, il processo può essere trasposto davanti al giudice munito di giurisdizione secondo l'art. 11 c.p.a.
Come è indicizzato
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