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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13118/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la revoca della sospensione dell'esecuzione disposta dal PM con provvedimento del 23/06/2025. Primo motivo: censurava il decreto di irreperibilità e la successiva notifica dell'ordine di esecuzione per ricerche giudicate incomplete, in particolare perché non sarebbero state svolte ricerche nel cosiddetto luogo di recapito corrispondente a una residenza anagrafica fittizia nel Comune di Modena e nel luogo di nascita (Fano). Secondo motivo: deduceva che, non essendo state presentate istanze per misure alternative, l'ordine di esecuzione avrebbe dovuto essere sospeso e il ricorrente eventualmente beneficiarne ex lege n.199/2010 prima della messa in esecuzione.

La decisione

Il Tribunale ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo il Collegio ha ritenuto infondato che le ricerche fossero illegittime: l'art.159 c.p.p. non impone che sia effettuata ricerca nel luogo di recapito di per sé e la giurisprudenza consente al giudice discrezionalmente di valutare l'esaustivita' delle ricerche in relazione alla condizione personale dell'imputato; nel caso concreto le indagini sono state ritenute adeguate nonostante la mancata ricerca in Fano. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché risulta che il 27/11/2025 il magistrato di sorveglianza di Modena ha concesso al ricorrente la detenzione domiciliare ai sensi della legge n.199/2010, ossia la misura che il ricorrente chiedeva. Per tale motivo il ricorrente non ha più interesse a ottenere l'annullamento del provvedimento impugnato. Il ricorso è complessivamente infondato; non è stata disposta la condanna alle spese processuali alla luce del risultato parzialmente non assoluto.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    L'art.159 non elenca in modo perentorio tutti i luoghi in cui devono essere effettuate ricerche; il giudice ha discrezionalità a valutare l'esaustività delle indagini in relazione alla condizione personale dell'imputato e non è obbligatorio svolgere ricerche in luoghi non attuali di presenza.

  • Legge 26 novembre 2010, n. 199

    Prevede ipotesi di detenzione domiciliare o altre misure alternative la cui mancata applicazione può essere oggetto di doglianza; tuttavia, se la misura viene concessa successivamente, il motivo di ricorso relativo alla mancata applicazione perde interesse.

  • Codice di procedura penale

    Stabilisce che l'interesse all'impugnazione è condizione di ammissibilità: se nel frattempo l'interessato ottiene il vantaggio perseguito, il motivo diventa inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • Corte costituzionale

    Ha sottolineato che l'indicazione dei luoghi per le ricerche nell'art.159 non è esaustiva e che l'avverbio 'particolarmente' implica la possibilità di estendere le ricerche ove emergano elementi che lo richiedano.

  • Corte EDU - giurisprudenza sul diritto di notifica

    Sejdovic c. Italia, Grande Camera, 1/03/2006

    Ha contribuito a orientare il sistema verso una valutazione sostanziale dell'effettività della notifica e delle procedure che garantiscono la conoscenza dell'atto, influenzando l'interpretazione dell'art.159 in chiave di effettività delle ricerche.

Massime di principio

  • La dichiarazione di irreperibilità e le ricerche previste dall'art.159 c.p.p. non hanno carattere tassativo: il giudice esercita un potere discrezionale in base alla condizione personale dell'interessato per valutare se le indagini siano state esaustive.
  • La presenza di un indirizzo anagrafico fittizio o di un 'recapito' non impone automaticamente che siano svolte ricerche in quel luogo se non vi sono elementi concreti che indichino la presenza attuale dell'imputato.
  • Se, dopo la proposizione di un ricorso, l'interessato ottiene con provvedimento successivo la misura o il vantaggio invocato (es. detenzione domiciliare ex legge n.199/2010), il motivo volto a ottenere quel vantaggio diventa privo di interesse e può essere dichiarato inammissibile.
  • Nel contestare la regolarità delle ricerche per irreperibilità è necessario dimostrare elementi concreti che rendano probabile la presenza dell'imputato nei luoghi non investigati; l'assenza di tali elementi rende difficile ottenere l'annullamento del decreto.
  • L'insorgenza di questioni procedurali relative alle misure alternative va risolta preferibilmente con istanze al magistrato di sorveglianza; l'eventuale concessione successiva rende spesso inefficaci i rimedi impugnatori, determinando carenza di interesse.
  • La decisione di non condannare alle spese può seguire quando l'impugnazione non comporta una soccombenza totale o quando esistono esiti parzialmente favorevoli sopravvenuti durante il processo.

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