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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7018/2023 del 20/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ahmetovic era stato condannato per furto aggravato in concorso (artt. 110, 624, 625 nn. 2 e 7 c.p.), in relazione a un effrazione di un furgone e sottrazione di beni; la Corte d'Appello aveva confermato la condanna (9 mesi di reclusione e 300 euro di multa) riconoscendo le circostanze attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti ma comunque ritenendo sussistente la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale. In Cassazione il ricorrente ha proposto due motivi: (1) vizio di diritto per presunta prescrizione del reato, deducendo che la prevalenza delle attenuanti avrebbe eliminato gli effetti della recidiva e dunque fatto decorrere il termine prescrizionale; (2) vizio di diritto e di motivazione per insufficienza della prova, denunciando che il riconoscimento dell'imputato era basato su una ricognizione effettuata dal Vice Brigadiere Mazzocchi tramite la banca dati Web Lase e priva di valore probatorio in assenza di un formale atto di individuazione, chiedendo l'assoluzione ai sensi dell'art. 530, comma 2, c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha affermato che, ai fini della prescrizione, la recidiva ad effetto speciale deve essere considerata anche se nel giudizio di bilanciamento le attenuanti risultano prevalenti (richiamando art. 157, comma 3 c.p.). Ha ritenuto inoltre congrua la valutazione della Corte d'Appello sulla attendibilità e utilizzabilità delle dichiarazioni e del riconoscimento del Vice Brigadiere, che aveva osservato i fatti, fornito descrizione e individuato l'imputato in ufficio; pertanto la doglianza sulla insufficienza della prova è stata respinta. Di conseguenza è stata confermata la condanna di merito e dichiarato il ricorso inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sulla concorso di persone nel reato; utilizzata per descrivere la partecipazione in concorso all'evento criminoso

  • art. 624 cod. pen.

    Furto; norma base dell'imputazione per la sottrazione di beni altrui

  • art. 625 nn. 2 e 7 cod. pen.

    Aggravanti legate al furto, richiamate nella imputazione (violenza sulle cose e esposizione alla pubblica fede)

  • art. 157 cod. pen.

    La Corte interpreta il comma 3 nel senso che la recidiva ad effetto speciale incide sul termine di prescrizione anche quando, nel bilanciamento con le attenuanti, le attenuanti risultino prevalenti; il giudizio di cui all'art. 69 c.p. non modifica la determinazione della pena massima ai fini della prescrizione

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sul giudizio di bilanciamento fra circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte chiarisce che tale giudizio non incide sulla determinazione del termine prescrizionale ai sensi dell'art. 157, comma 3

  • art. 192 comma 1 c.p.p.

    Richiamata in relazione ai mezzi di prova e alla loro valutazione; la Corte ha ritenuto congrua la valutazione probatoria operata in appello

  • art. 125 c.p.p.

    Norma sul principio del contraddittorio; evocata dal ricorrente per contestare valutazioni probatorie, ma la Corte ritiene che non vi sia stata violazione tale da inficiare la decisione

  • art. 111 Cost.

    Richiamata dal ricorrente in tema di garanzie processuali; la Corte non ha ravvisato violazioni tali da giustificare l'accoglimento del ricorso

  • art. 530 comma 2 c.p.p.

    Norma che consente l'assoluzione per insufficienza della prova; la Corte ha ritenuto che le doglianze al riguardo fossero generiche e non fondate, respingendo la richiesta

  • sentenza Corte Cost. n. 186/2000

    Richiamata in tema di obbligo di versamento alla Cassa delle ammende e possibili esoneri; la Corte ha ritenuto non sussistenti ragioni di esonero

Massime di principio

  • Ai fini della prescrizione il giudizio di bilanciamento fra attenuanti e aggravanti (art. 69 c.p.) non annulla l'effetto speciale della recidiva: se la recidiva è configurata come recidiva ad effetto speciale, deve essere tenuta nella determinazione del termine prescrizionale ai sensi dell'art. 157 c.p.
  • Il riconoscimento dell'imputato da parte di un testimone che è anche operatore di polizia, pur se non in servizio al momento del fatto, può avere pieno valore probatorio se il testimone ha osservato direttamente i fatti, ha fornito descrizioni coerenti e ha operato un riconoscimento in sede di ufficio; la mera consultazione di banche dati va valutata nel contesto e non sostituisce, di per sé, un idoneo atto di individuazione
  • Le doglianze generiche e non specificamente argomentate circa la insufficienza della prova sono difficili da accogliere in Cassazione: occorre indicare errori di diritto o contraddizioni manifeste nella motivazione della corte di merito
  • La richiesta di assoluzione ai sensi dell'art. 530 c.p.p. per insufficienza della prova richiede una disamina puntuale della carenza probatoria; se la corte territoriale ha motivato la valutazione sulla attendibilità, la Cassazione tende a rispettare la valutazione di merito salvo vizi logici o giuridici evidenti
  • Le condanne in cassazione possono comportare, oltre al mantenimento della pena, l'imposizione delle spese processuali e, se previsto, somme in favore della Cassa delle ammende; l'esonero richiede motivazioni rilevanti e documentate

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