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Sentenza

Sentenza del 07/06/2016 n. 166 - Comm. Trib. Prov. Arezzo

Accertamento imposte - Accertamento riguardante Ires, Irap e Iva - Obbligo del preventivo contraddittorio - Sussiste comprendendo l'accertamento anche l'Iva.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda un accertamento relativo contemporaneamente a Ires, Irap e Iva, emesso senza previo contraddittorio endoprocedimentale. Il motivo della contestazione è la violazione dell'obbligo di consentire al contribuente di interloquire prima dell'emissione dell'atto, obbligo ritenuto applicabile in materia di Iva in quanto tributo armonizzato dal diritto dell'Unione europea. Poiché l'accertamento comprende anche l'Iva, la mancata instaurazione del contraddittorio rileva per l'intero atto impositivo.

La decisione

La Suprema Corte ha ritenuto nullo l'intero accertamento, poiché l'atto comprendeva anche l'Iva e non era stato preceduto dal contraddittorio endoprocedimentale. L'obbligo opera, secondo i principi elaborati dalla giurisprudenza unionale e dalle Sezioni Unite, quando il contribuente avrebbe potuto fornire elementi idonei a incidere sull'esito del procedimento. La nullità si estende quindi anche alle riprese relative a Ires e Irap contenute nello stesso atto.

Norme richiamate

  • Principi dell'Unione europea in materia di contraddittorio endoprocedimentale e tributi armonizzati

    Al di fuori delle specifiche ipotesi, per le quali l'obbligo del contraddittorio è espressamente sancito dal diritto nazionale nel rispetto dei principi di "equivalenza" e di "effettività", opera la clausola generale di contraddittorio endoprocedimentale di matrice comunitaria.

    In materia di Iva, l'Amministrazione deve garantire al contribuente la possibilità di esprimere le proprie osservazioni prima dell'emissione dell'atto, quando il contraddittorio avrebbe potuto condurre a un risultato diverso.

  • Corte di giustizia dell'Unione europea, 3 luglio 2014, cause C-129/13 e C-130/13, Kamino International Logistics

    Principi di "equivalenza" e di "effettività".

    Il diritto di essere ascoltato costituisce un principio generale del diritto dell'Unione e la sua violazione deve essere sanzionata secondo modalità effettive, purché la violazione abbia potuto incidere sull'esito del procedimento.

  • Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza 9 dicembre 2015, n. 24823

    Sempre che, in mancanza di violazione dell'obbligo, il procedimento avrebbe potuto comportare un risultato diverso.

    La violazione del contraddittorio endoprocedimentale comporta la nullità dell'atto impositivo nei casi disciplinati dal diritto nazionale o unionale, ma occorre che il contribuente alleghi e dimostri la concreta rilevanza delle proprie osservazioni potenzialmente idonee a modificare l'esito dell'accertamento.

Massime di principio

  • Quando un unico accertamento comprende anche l'Iva, la presenza del tributo armonizzato può rendere applicabile l'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale all'intero atto.
  • La mancata instaurazione del contraddittorio può comportare la nullità dell'accertamento, non soltanto della parte relativa all'Iva, se le diverse imposte sono contestate nel medesimo atto.
  • Il contribuente deve indicare quali argomentazioni, documenti o elementi avrebbe potuto presentare e spiegare perché tali elementi avrebbero potuto determinare un esito diverso.
  • L'obbligo di contraddittorio non implica automaticamente l'annullamento in ogni caso: la violazione deve essere valutata alla luce della concreta possibilità che il confronto preventivo incidesse sul contenuto dell'atto.
  • La regola va verificata in concreto considerando il tipo di procedimento, la presenza dell'Iva e le disposizioni nazionali o unionale applicabili al momento dell'accertamento.

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