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Sentenza

Sentenza n. 1089/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600640

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, deducendo che la Questura avrebbe illegittimamente valorizzato fatti e condanne anteriori al precedente rinnovo del titolo, nonostante l’Amministrazione fosse già a conoscenza della condanna di primo grado per maltrattamenti e della condanna per violazione di domicilio. Secondo il ricorrente, il precedente rinnovo avrebbe imposto, per il successivo diniego, una rivalutazione secondo le regole proprie del contrarius actus, con specifica considerazione dell’interesse pubblico attuale alla rimozione del precedente atto favorevole. Sarebbero inoltre mancati un adeguato esame del tempo trascorso, del percorso di integrazione lavorativa e del radicamento in Italia, nonché di elementi attuali di pericolosità sociale. La Questura aveva fondato il diniego sulla condanna definitiva in appello per maltrattamenti ai danni della moglie convivente, commessi anche alla presenza dei figli minori, sulla precedente condanna per violazione di domicilio, sulle reiterate violazioni delle misure cautelari e sulla prognosi negativa di recidiva formulata dal giudice penale.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Il giudice ha qualificato la controversia come relativa a un permesso di soggiorno ordinario e non a un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Ha ritenuto applicabile l’art. 4, comma 3, TUI, secondo cui determinate condanne costituiscono causa ostativa al rilascio o rinnovo del titolo, e l’art. 5, comma 5, TUI. Il reato di maltrattamenti ex art. 572 c.p., commesso in ambito familiare con violenze fisiche e psicologiche e alla presenza dei figli, è stato ritenuto di particolare gravità e ostativo al rinnovo. La Questura ha adeguatamente motivato la prognosi di pericolosità valorizzando non solo le condanne, ma anche la conferma della responsabilità in appello, le reiterate violazioni della misura cautelare, il precedente penale e il concreto pericolo di recidiva evidenziato dalla Corte d’appello. Il precedente rinnovo del permesso non impediva il successivo diniego: la sentenza d’appello costituiva infatti una sopravvenienza rilevante rispetto alla precedente valutazione, sia perché confermava una condanna inizialmente non definitiva, sia perché esprimeva una specifica valutazione sull’attualità della pericolosità sociale. Non è stata ritenuta decisiva neppure la mancata revoca del precedente permesso, poiché l’interesse pubblico attuale posto a fondamento del nuovo diniego consisteva nel non consentire la prosecuzione del soggiorno dopo la conferma della condanna e la valutazione della pericolosità. Le spese sono state integralmente compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998 (TUI)

    Non è ammesso in Italia lo straniero ... che risulti condannato ... per reati previsti dall’articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ...

    È stato richiamato quale fondamento delle cause ostative al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno ordinario e dell’automatismo preclusivo riferito ai reati considerati particolarmente gravi dal legislatore.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998 (TUI)

    il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato

    È stato utilizzato come base normativa del diniego di rinnovo quando vengono meno i requisiti per il soggiorno; il TAR ha ritenuto legittimo il diniego in presenza della condanna e della prognosi attuale di pericolosità.

  • art. 5, comma 5-bis, d.lgs. 286/1998 (TUI)

    Nel valutare la pericolosità dello straniero ... ai fini dell’adozione del provvedimento di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari, si tiene conto anche di eventuali condanne ...

    La disposizione è stata riportata nel quadro normativo, ma la decisione riguarda un permesso ordinario per lavoro subordinato e non fonda su di essa la specifica soluzione.

  • art. 572 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La condanna per maltrattamenti contro familiari o conviventi, commessi con violenze fisiche e psicologiche anche alla presenza di minori, è stata ritenuta una fattispecie delittuosa molto grave e ostativa al rinnovo.

  • art. 614, comma 1, c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La precedente condanna per violazione di domicilio è stata considerata insieme agli ulteriori precedenti e alle violazioni delle misure cautelari nella valutazione complessiva della pericolosità.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    È stato richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel regime del permesso di soggiorno ordinario, le condanne relative a reati rientranti nelle ipotesi ostative previste dall’art. 4, comma 3, TUI possono impedire il rilascio o il rinnovo del titolo, senza che sia sempre necessaria una valutazione ulteriore diversa da quella legislativamente prevista, salvo i limiti derivanti dai principi di ragionevolezza e proporzionalità affermati dalla giurisprudenza costituzionale.
  • La conferma in appello di una condanna inizialmente non definitiva costituisce una sopravvenienza rilevante che può giustificare un successivo diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, anche quando il titolo era stato precedentemente rinnovato mentre la condanna di primo grado non era ancora definitiva.
  • La valutazione della pericolosità dello straniero può essere adeguatamente motivata mediante il richiamo coordinato alla gravità dei reati commessi, alle modalità delle condotte, alle violazioni delle misure cautelari, ai precedenti penali e alla prognosi di recidiva formulata dal giudice penale.
  • Il precedente rinnovo del permesso di soggiorno non impedisce automaticamente un successivo diniego quando intervengano elementi nuovi o una diversa situazione giuridica rilevante; in tal caso l’Amministrazione può fondare il diniego sull’interesse pubblico attuale a impedire la prosecuzione del soggiorno dopo la conferma della condanna e l’accertamento della pericolosità.
  • La mancata revoca del precedente permesso di soggiorno non rende di per sé illegittimo il successivo diniego di rinnovo, qualora quest’ultimo sia sorretto da una motivazione autonoma e da un interesse pubblico attuale collegato a sopravvenienze rilevanti.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazione

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